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“HO SCELTO! Teorie e pratiche delle scelte universitarie a Perugia” - recensione di Vanessa Benedetti

“HO SCELTO! Teorie e pratiche delle scelte universitarie a Perugia” è un testo, pubblicato da L’ Harmattan Italia srl (Torino – 2013) per la collana “Logiche sociali”, in cui gli autori, Federico Batini, Livia Buratta, Silvia Fornari e Chiara Pazzagli, hanno voluto dare spazio al tema della scelta in relazione al proseguimento o meno del percorso formativo in ambito universitario, in seguito al conseguimento del diploma di maturità, e al conseguente tema riguardante l’ importanza e gli effetti che questa scelta comporta nella vita di chi la compie.
Nel corso delle sue 138 pagine, suddivise in cinque capitoli, questo libro ci permette di conoscere e/o approfondire il significato di orientamento e il ruolo e l’ efficacia che questo assume (o, per meglio dire, dovrebbe assumere) nell’ aiutare i giovani studenti a sviluppare reali competenze auto-orientative che gli permettano di compiere la scelta in questione nel migliore e più gratificante dei modi. La ricerca che viene accennata nell’ introduzione, e che nei capitoli terzo e quarto viene invece presentata, con dovizia di particolari, in modo più esteso, è stata svolta da alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione dell’ Università di Perugia (al tempo dello svolgimento della ricerca ancora Facoltà di Scienze della Formazione) ed è “nata” dalla volontà di questi ultimi di fornire una maggiore conoscenza in materia di orientamento per poter poi andare anche a porre i risultati della ricerca stessa come preziose indicazioni a cui Il Dipartimento e l’ Ateneo perugino (e non solo) possano far riferimento per poter meglio rispondere ai bisogni degli studenti nell’ ambito delle attività orientative a loro destinate. Non è un mistero infatti (e i risultati della ricerca lo dimostrano pienamente) quanto, nella maggior parte dei casi, i ragazzi in procinto di affrontare una scelta impegnativa come quella di continuare o meno gli studi nel post-maturità e , nel caso affermativo, l’ ulteriore scelta della facoltà a cui iscriversi, lo facciano senza avere idee realmente chiare a riguardo. Molti si trovano a compiere scelte in relazione all’ ambito universitario che, in seguito, non necessariamente si dimostrano positivamente rispondenti alle loro aspettative, ai loro interessi, alle loro aspirazioni. Il denominatore comune dei giovani che si trovano a dover capire cosa vogliono fare del loro futuro è la mancanza, molto spesso, di validi ed efficaci servizi e figure professionali specializzate di supporto che permettano ai ragazzi stessi di arrivare da soli a comprendere qual è la loro strada e quali sono i mezzi di cui necessitano per poterla costruire. Nel primo capitolo del libro, che si pone come quadro teorico della ricerca stessa, viene presentata “l’ evoluzione storica del significato di orientamento” dalla quale si evince come, nel tempo, questo significato sia effettivamente cambiato; la funzione orientativa, almeno in teoria, non è più solo quella meramente concepita come “informazione e supporto” nei confronti dei  soggetti che si trovano ad affrontare i momenti importanti di scelta, ma è anche e soprattutto quella associata alla capacità, di chi di competenza, di favorire nei soggetti un “processo di empowerment delle competenze autorientative”. Una tale concezione può derivare solo dall’ assunzione di un’ ottica ben precisa, ovvero quella secondo cui l’ orientamento si delinea come un processo formativo che riguarda la persona nella sua globalità e che si verifica durante tutto il corso della vita. Ottica o posizione che viene espressamente sostenuta da questo testo che, al tempo stesso, mette in evidenza come purtroppo la logica del life-long learning non sia a tutti gli effetti concretamente riscontrabile. Aspetto, questo, che viene ampiamente dimostrato dai risultati della ricerca qui proposta. Quest’ ultima ha indagato un campione di studenti al tempo iscritti al primo anno dei vari corsi della Facoltà di Scienze della Formazione dell’ Università di Perugia e un altro campione di studenti che invece ancora frequentava l’ ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado di cinque differenti istituti sempre relativi al contesto perugino. Ad entrambi i campioni è stato somministrato un questionario in cui venivano poste domande specifiche attraverso cui i ricercatori hanno cercato di far emergere i vari aspetti che gravitano intorno alla scelta universitaria quindi, leggendo attentamente il terzo capitolo del libro in cui vengono accuratamente riportati i risultati della ricerca, è possibile comprendere ad esempio il ruolo e l’ influenza che genitori, amici ed insegnanti hanno avuto ed esercitato sia sui ragazzi che, al momento della rilevazione dei dati, avevano già scelto il loro percorso universitario, sia sui ragazzi che invece stavano affrontando la scelta proprio in quel periodo . Ma dall’ analisi dei dati (eseguita con il metodo della triangolazione delle interpretazioni)  è stato possibile anche capire se dietro alla scelta di ognuno degli studenti che la ricerca ha interessato ci fossero stati episodi particolari e determinanti,  se e quanto questi giovani reputassero importante possedere una laurea nella società odierna, come si stessero preparando alla scelta i ragazzi delle secondarie e come lo avessero fatto precedentemente a loro i ragazzi dell’ università (intendendo con tale domanda anche dove si fossero informati e , in merito a ciò, è risultato essere rilevante “l’ aiuto” offerto dal Web, almeno per ciò che riguarda il campione universitario) , ecc…si è dunque cercato di dar vita ad un quadro che permettesse di aver chiari i “processi, le influenze, le motivazioni” di questi studenti, quadro che ovviamente non poteva trascurare l’ opinione dei ragazzi in materia di orientamento.  Alla domanda “L’ ORIENTAMENTO E’….” la percentuale più alta del campione degli studenti universitari si è concentrata nella risposta “CRESCITA PERSONALE”, mentre la percentuale più alta del gruppo delle scuole secondarie considera l’ orientamento come “PRENDERE DECISIONI”, ciò , come viene affermato anche nel testo, ci induce a credere che si arrivi ad un’ idea più consapevole di orientamento solo dopo aver effettuato una scelta e, dunque, a reputare estremamente importante ed urgente l’ attuazione di interventi di orientamento formativo che possano permettere ai ragazzi di maturare, diventare maggiormente consapevoli e di acquisire competenze auto orientative prima e non dopo aver compiuto una scelta. Per rendere le nuove generazioni più consapevoli e in grado di compiere scelte, come quella universitaria,  avvalendosi delle proprie competenze è necessario che, come suggerisce questo testo, il sistema di istruzione italiano si ponga in ascolto degli stessi studenti a cui i suoi servizi sono indirizzati, perché è partendo da loro, dalle loro aspettative, necessità, opinioni e relative indicazioni che si può realizzare l’ obiettivo di rendere i giovani in grado di potersi auto realizzare e di poter dare un senso alla loro vita, costruendo quest’ ultima con la costante e piena consapevolezza del proprio essere ed esserci. La lettura di questo libro è perciò caldamente consigliata a chiunque, anche (o forse soprattutto) a chi è ancora legato all’ idea di orientamento come mero “divulgatore” di informazioni. La speranza è infatti quella che tutti ( istituzioni, genitori, insegnanti …),adottando la stessa prospettiva di questo testo, e quindi riponendo fiducia nei giovani, contribuiscano ad incentivare in questi ultimi la volontà di rendersi protagonisti delle loro stesse vite permettendogli di potersi avvalere di tutte le condizioni necessarie per diventarlo.


Vanessa Benedetti

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