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L’assetato, l’affamato, Enrico Toti, San Martino e l’esodato - di Giuseppe Castronovo

Ludovico: cari amici…che ne dite della decisione della Corte Costituzionale?
Vanni: a quale decisione ti riferisci?
Ludovico: alla decisione con la quale la Corte ha respinto la richiesta di referendum per abrogare la “legge Fornero/Monti”. Una legge, ricordiamolo,  che ha creato in una notte la “figura degli esodati”; gente cioè senza stipendio e senza pensione.
Alessio: non possiamo non sottolineare che si tratta di persone che, in molti casi, avevano già maturato 37-38 anni di versamenti contributivi!.
Rodolfo: da non dimenticare, amici miei, che gli accordi sino a quel momento sottoscritti erano del tutto regolari; anche perché firmati alla presenza dell’Ispettorato del lavoro e delle rappresentanze sindacali e che la legge Fornero/Monti ha operato, quindi, con valore retroattivo disapplicando anche il principio della “certezza del diritto” e il criterio dell’affidamento.
Ennio: una legge emanata quando oramai mancavano pochi giorni per la concreta applicazione di questi accordi: non dimentichiamo che gli esodati sarebbero andati in pensione a gennaio 2012!
Giacomo: conosco non pochi esodati che hanno sottoscritto la richiesta di referendum nella speranza che la cancellazione di questa deprecabile norma li potesse liberare da quest’incubo che stanno vivendo dal novembre 2011.
Remo: mi confidava un esodato che tutti i suoi amici con l’introduzione di questa legge si considerano come  “privati di un pezzo della loro vita”  e che avevano sottoscritto la richiesta di referendum considerandolo “l’ultima speranza cui aggrapparsi”
Giacomo: prof….a lei la parola.
Vezio: la decisione della Consulta sulla richiesta referendaria per abrogare la legge Fornero/Monti? E’ una decisone che riapre  ferite non ancora del tutto rimarginate. È un passato recente che, sebbene opportunamente rivisto e aggiornato, ritorna in tutta la sua drammatica attualità.
Alessio: ci spieghi meglio.
Vezio: la Consulta, impedendo lo svolgimento del referendum abrogativo, è come se avesse negato:
l’acqua all’assetato;
il pane all’affamato.
Potremmo anche dire che la Consulta con la sua decisione, togliendo – come ci riferisce l’amico Remo -  l’ultima speranza agli esodati,  è come se avesse rubato:
la stampella a Enrico Toti;
la metà del mantello rimasto addosso a San Martino.
 (dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

Giuseppe Castronovo

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