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Frammenti di Natale - di Laura Alberico

Odori di terra bagnata e legna che brucia in fretta mentre il Natale sorride dalle finestre mostrando il volto bambino. E ricordo il tempo dell’attesa disegnando con la mente i contorni delle stelle, distese di prati ricamati a festa e il mare d’inverno che scuote la testa come un cavallo mai domato.
Il Natale che manca è quello degli oggetti smarriti, emozioni e parole, canzoni e poesia, memoria degli anni che distendono le rughe di un ricordo attenuando la nostalgia. Natale che nasce e poi si consuma, lievita e ingigantisce catturato nella rete della fantasia, neve che spegne i rumori e ferma il tempo. Ogni Natale è l’infanzia che bussa alla porta e chiede di tornare, si siede in disparte e guarda, ascolta i desideri e scrive una storia, racconta l’inizio e la fine, la gioia e il rimpianto, la vita riscoperta e abbellita, apparizione e fenomeno di emozioni primordiali come un ritorno alle origini quando i colori davano forma alla materia. Caos e bellezza del Natale che arriva a risvegliare i sentimenti sopiti, adulti-bambini che cercano di ripetere a memoria ciò che resta del passato, qualche frammento di poesia antica, ritornelli di canzoni a cui appendere un ricordo per illuminare quel tratto di strada su cui abbiamo camminato e continuiamo a camminare. Ogni nascita racchiude in sè  una promessa di eternità, è lo specchio della vita che riflette i desideri e da essi riesce a distillare lo stupore e la meraviglia, l’incanto della rivelazione, la bellezza del tempo che conserva i segreti della memoria. Nascere e rinascere significa raccontare la propria storia, spargere i semi del cambiamento e aspettare che possano crescere con forza, al riparo dall’indifferenza e dalla solitudine. Il Natale lascia sempre in fondo al cuore un germoglio di speranza che ha bisogno di essere protetto e alimentato come un bambino che apre gli occhi alla vita e come sempre l’attesa rinnova il ricordo e diventa luce, caleidoscopio di cristalli colorati, occhi aperti sul passato che ritorna ogni volta a bussare alla porta.

Laura Alberico

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