Bambini invisibili - di Laura Alberico

“ Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi  bambini” – D. Bonhoeffer
Negli ultimi 40 anni in Italia sono svaniti nel nulla 12 mila bambini e nel  2013 si sono registrate quasi 700 scomparse. Per alcuni di loro la cronaca riserva notizie particolareggiate e l’attenzione dei media rimane sempre molto alta, di tanti altri invece non conosciamo nemmeno il nome e la loro storia.
Sono i cosiddetti bambini invisibili, esistenze brevi, piccole meteore di un universo parallelo disperso nei meandri del tempo passato, quel tempo che per i genitori si è per sempre fermato al giorno della scomparsa. Molto spesso, probabilmente,  questi bambini sono  stati vittime di violenze da parte di adulti, quegli adulti che dovrebbero rappresentare una guida sicura, la protezione dai pericoli piccoli e grandi della vita. Le violenze sui minori sono coperte molte volte dal silenzio, il colpevole senso di omertà che tende a coprire colpe ed omissioni filtrate dalle  notizie spesso frammentarie che vengono raccolte durante le indagini eseguite dopo l’accaduto. I bambini invisibili non hanno avuto voce per chiedere l’aiuto necessario, traditi dall’innocenza e dalla spontaneità sono stati adescati e abusati, oggetto di perversione e di desideri sessuali,  patologie che emergono molte volte in contesti apparentemente sicuri e protetti. Quando le notizie balzano alla cronaca queste piccole vite attirano l’attenzione di tutti, sembrano stelle che si illuminano di speranza, piccoli fari nella notte della disperazione e del dolore, grida ben presto soffocate dal tempo e dalla dimenticanza. I bambini invisibili sono anche vittime innocenti di guerre  che continuano a imperversare in territori che da tanti anni sono diventati il teatro di distruzione e di morte in nome di ideologie e politiche di potere. Per questi bambini, sottratti alla vita in modo assurdo e crudele,  traditi nella loro naturale innocenza, la Storia non racconterà mai la loro vera storia fatta di un corollario di  piccole cose e ricordi  rimasti a  testimoniare le tracce  del loro passaggio. C’è un limbo che la società cosiddetta civile ha relegato in un territorio anonimo e incolto, una zona dove la vita e la morte descrivono confini invisibili che alzano i muri di una guerra senza nome.



Laura Alberico  

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