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Il grande fratello - di Laura Alberico

Ci sono abitudini dure a morire, effetti speciali che impoveriscono le idee e lievitano forme di individualismo pericolose soprattutto per i giovani. Molti anni fa si era diversi anche se " vestivamo alla marinara", fotografie in bianco e nero di bambini con grembiuli immacolati ed enormi fiocchi bianchi, odori e colori si amalgamavano sui libri di testo e l'inchiostro aveva un unico colore, quello che rendeva le parole uniche, significati e segni di un tempo reale e immaginario.
La fantasia alimentava i sentimenti e gli affetti erano i legami primari sui quali si costruiva il presente e il futuro, nostalgia  di un tempo reale in cui le stagioni avevano il loro spazio e disegnavano una natura amica, capace di assecondare il vento delle idee e le sue radici. Il bianco e il nero mostravano il volto di una nazione che credeva nel futuro, fratelli d'Italia liberi di pensare  e di credere che la conoscenza possa diventare il simbolo della civiltà e del progresso. Il grande fratello non esiste, ci sono occhi più grandi che guardano oltre le apparenze di una virtualità superficiale, frutto acerbo di una società che partorisce senza dolore idee, sentimenti, desideri, un libro senza storia ne' futuro.

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5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

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