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La menzogna di fondo sugli anni di piombo

Circolano molto ancora oggi delle bugie, della falsità, che imputano la causa o la progettazione delle stragi e degli omicidi degli anni settanta a quelli stessi che ne sono stati vittime. Prendendo come esempi il commissario Calabresi e Aldo Moro, due cattolici, risulta chiaro che i cattolici sono stati vittime di quegli anni e non mandanti.
I mandanti son da ricercare in quei nuclei, in quelle cellule extraparlamentari che affondavano le proprie radici in un sessantotto distorto, in quegli intellettuali che invitavano a sovvertire la nostra pacifica convivenza nel nome della rivoluzione proletaria.
Perché allora togliere di mezzo proprio Luigi Calabresi e Aldo Moro, che avrebbero potuto rappresentare il dialogo, il punto di incontro e confronto?
Perché accanirsi contro il commissario che, lo ha testimoniato Pannella, andava a braccetto, o almeno dialogava, nelle manifestazioni, con i contestatori per capire, per convincere, per parlare?
Perché uccidere lo statista che per primo ha capito che la politica è anche terreno di incontro fra uomini, strumento di ragionevolezza e non dell’ istinto di far valere le proprie idee su quelle degli altri urlando più forte, come accade, ahimè, ancora oggi?
Perché delle persone dovevano morire perché si comprendesse finalmente che i cattolici e i comunisti veri avevano molto in comune: un senso del bene comune, della libertà e della giustizia, da perseguire?

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