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Matteo Renzi al senato parla di scuola - di Enrico Maranzana

“Dalla capacità di educare, di tirare via, di tirare fuori (nel senso latino del termine) nasce la credibilità di un paese, ma per farlo c’è bisogno della capacità di garantire una concretezza amministrativa”.. “entrerò nelle scuole ..” ha detto Matteo Renzi nel suo discorso al Senato.
Se darà seguito alla sua dichiarazione d’intenti osserverà che l’educazione, in senso latino, non è praticata: lo studente e le sue capacità non sono il cardine del servizio scolastico; la scena è satura dei contenuti dei libri di testo.
Si tratta di una rilevazione molto, molto scabrosa: la finalità del sistema educativo in atto diverge da quello prescritto dalle norme vigenti.
Osserverà che le concretezza amministrativa è una chimera: la struttura organizzativa confligge con quella che il legislatore ha disegnato. “Il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza” è eluso, sistematicamente.
Osserverà che l’autonomia scolastica “che si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana” non ha lasciato traccia nei Piani dell’offerta formativa elaborati dalle scuole.
Enrico Maranzana

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