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Disegnare il futuro - di Laura Alberico

La generosità dimenticata bussa insistentemente alla porta. C'è un'aria diversa, sembra materializzare i desideri e fermare il tempo, penetra nei pensieri come nuova sorgente di vita, scioglie la malinconia e fa lievitare la fantasia. Scoprire che non si è più soli e che le parole possono diventare ali di speranza sulle quali i messaggi inascoltati viaggiano sicuri di arrivare a destinazione.
Il passato rinnova i ricordi, le emozioni, i sentimenti, uno scudo di memorie e di esperienze da conservare e preservare dai pericoli, le insidie della precarietà che diventano le prigioni del nuovo millennio. La favola del Natale ci insegna il coraggio di inventare e credere in un futuro migliore, più giusto, più sereno, più vero e magicamente reale. Perché le favole non sono mai svanite, sono il pane della fantasia, il colore della verità e dell'innocenza, raccontano il mondo senza falsità, ci ricordano ancora l'infanzia tradita che chiede il riscatto. I buoni sentimenti non devono essere seppelliti e dimenticati, il mondo distratto e pieno di contrasti, di ineguaglianze e violenza gratuita deve essere restituito a nuova vita per diventare un bene di ognuno e di tutti. Disegnare il futuro significa desiderare e credere in un progetto di vita comune, un nuovo e profondo rinnovamento che restituisca dignità, rispetto, legalità    ai più deboli, quelle persone che hanno perduto interesse nella vita e che, soprattutto in prossimità del Natale soffrono di solitudine e di emarginazione.
I mali del secolo hanno le radici nell'indifferenza, nel divario sempre più accentuato tra ricchezza e povertà, compartimenti stagni in cui sono radicati stili di vita opposti. L'augurio più bello e' quello che le distanze possano essere colmate, che il nero e il bianco diventino un unico colore all'insegna del dono che è il simbolo dell'unione e della solidarietà.

Laura Alberico

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