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Primarie PD - di Daniele Sammartino

" Tutti noi ce la prendiamo con la storia, ma io dico che la colpa è nostra; è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra e destra. Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra?"
Inizia così la famosa canzone di Giorgio Gaber; ironica, pungente, per molti di difficile comprensione.
Le primarie del PD si terranno l'8 dicembre 2013, e ieri, sabato 30 dicembre, si è tenuto un faccia a faccia tra i candidati alla segreteria del partito.
Non ho potuto, ahimè, guardare il dibattito in diretta su Sky, non potendo usufruire di questo "utile" servizio. Ho ritenuto, però, opportuno informarmi poiché mi rendo conto del peso gravoso che poggia sulle mie, anzi sulle nostre spalle. Dopotutto siamo cittadini, siamo lo Stato, l'interesse è necessario. L'Italia ha bisogno di un leader, ma chi può essere costui, senza il nostro supporto?
Gli italiani devono fare le giuste valutazioni, informandosi, partecipando, amando un Paese che ha tanto da dare. Sono rimasto particolarmente colpito da Filippo Civati, nato a Monza nel 1975, diplomatosi al liceo classico Zucchi, e laureatosi in filosofia presso l'Università Statale di Milano. Fa parte del partito democratico da quando è stato fondato nel 2007 e ha lanciato ufficialmente la propria candidatura in un'iniziativa politica organizzata a Reggio Emilia il 5-6-7 luglio 2013. Definisce il PD come il partito delle possibilità, e non sbaglia poiché la sinistra è proprio questo: progresso, alternative, speranza, pluralismo, creatività, parità. Il cittadino deve essere il vero protagonista e la sovranità è nelle mani del popolo. Ci vuole passione e desiderio di cambiare, ma il cambiamento si ottiene lavorando insieme, ritornando ad avere fiducia in una politica che ha deluso troppo spesso negli ultimi vent'anni. Quando l'ho sentito parlare di speranza per la gioventù di questo Paese,di partecipazione, di uguaglianza ( nozze e adozioni delle coppie gay), di progresso tecnologico, di speranza, di laicità e di sinistra, il mio animo si è infervorato. Credo in un uomo che mi dà fiducia, in un uomo deciso, pronto e maturo. Credo in una sinistra nuova, libera e decisa a spiccare il volo. Credo nella sinistra, perché la destra (mi fido di Montanelli) non è in grado di guidare l'Italia, e non lo sarà per molti anni. Andrò a votare l'8 dicembre e, con questo breve post, sollecito tutti a farlo; la democrazia lo vuole! Votare è un diritto conquistato, ma soprattutto un dovere di ogni cittadino, poiché la politica o arte del savoir faire riguarda tutti, nessuno escluso. Tutti dovrebbero essere protagonisti del cambiamento, del processo di trasformazione eracliteo che caratterizza le società. Eleviamoci dal nostro stagno di rane.

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