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Proposta di legge sull’Istituzione dell’Albo professionale Nazionale degli insegnanti

Proposta di legge sull’Istituzione dell’Albo professionale Nazionale degli insegnanti inviata ai membri della VII Commissione Cultura e d Istruzione della Camera dei Deputati.
 Galan_g@camera.itcapua_i@camera.itghizzoni_m@camera.itmarzana_m@camera.itpiccoli_f@camera.itascani_a@camera.it,battelli_s@camera.itblazina_t@camera.it,bonafe_f@camera.itaprea@valentinaaprea.itbossa_l@camera.itbrescia_g@camera.itbuonanno_g@camera.itcarocci_m@camera.itcentemero_e@camera.itcoccia_l@camera.it

coscia_m@camera.itcostantino_c@camera.itdibenedetto_c@camera.itdilello_m@camera.itdottavio_u@camera.itduva_f@camera.itfratoianni_n@camera.itgallo_l@camera.itgiordano_g@camera.itlamarca_f@camera.itlainati_g@camera.itlongo_p@camera.itmalisani_g@camera.itmalpezzi_s@camera.itmanzi_i@camera.itmolea_b@camera.itnarduolo_g@camera.itorfini_m@camera.itpalmieri_a@camera.itpes_c@camera.itpetrenga_g@camera.itraciti_f@camera.itrampi_r@camera.itrocchi_m@camera.itsanterini_m@camera.itvacca_g@camera.itvalente_s@camera.itvezzali_m@camera.itzampa_s@camera.it,

Al Ministro Maria Chiara Carrozza

Al Presidente On. Giancarlo Galan

Alla VII Commissione della Camera dei Deputati

Egregi Ministro Carrozza, Presidente Onorevole Giancarlo Galan e membri della VII Commissione della Camera dei Deputati,

con la presente, il sindacato Unicobas Scuola chiede una discussione in merito alla proposta sull’istituzione dell’Albo professionale nazionale degli insegnanti.

Spunti di riflessione: 

L’Unicobas Scuola è d’accordo con Gian Paolo Prandstraller (avvocato e libero docente di sociologia generale, Professore Ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna nel 1977 fino alla conclusione della carriera accademica. Ha scritto diversi testi filosofici) che è opportuno far partire questa riflessione, sulla professione di insegnante, dal tipo di società in cui viviamo. La società “industriale” è finita da circa trent’anni; ci troviamo oggi bene addentro alla società che l’ha sostituita, cioè la società "postindustriale". Qual è il carattere di fondo di questo tipo di società? Che la produzione si basa sulla conoscenza scientifico-tecnica prodotta dalle scienze, siano esse fisiche, biologiche, comportamentali, psicologiche o altro. La conoscenza scientifica diventa dunque il fattore assiale della produzione, l’elemento senza il quale nessun contesto economico può reggere il confronto con altri contesti, né partecipare con successo alla competizione economica internazionale.

Nella società postindustriale i gruppi umani che controllano i processi produttivi sono due. Da una parte gli industriali, che hanno acquistato un’alta coscienza di sé, al punto che parlano apertamente di “egemonia” delle imprese, nel mondo d’oggi; dall’altra i knowledge workers, i “lavoratori della conoscenza”, ossia i professionisti, categoria che incorpora e applica i saperi specifici per risolvere i principali problemi esistenziali e sociali, basandosi sui principi indotti dalle scienze. Il tentativo degli industriali di ignorare il contributo dei knowledge workers, è a mio avviso, destinato a fallire: i knowledge workers detengono infatti quel bagaglio di conoscenze che è ormai indispensabile per poter realizzare prodotti aggiornati, o servizi volti a risolvere problemi difficili, come quelli che di regola sono affidati alle professioni.

Considero gli insegnanti una categoria rientrante di pieno diritto nei knowledge workers, professionisti di quello specifico che è la base stessa del teaching, sia dal punto di vista della conoscenza effettiva delle materie insegnate, sia delle tecniche didattiche idonee a riversare tali materie sugli allievi. Qualsiasi società di tipo postindustriale ha perciò bisogno di un corpo di insegnanti che siano professionisti, essendo indispensabile per tale società che ogni insegnante possieda completamente la materia che è chiamato ad insegnare. La scuola che tiene nel proprio seno insegnanti privi di questa caratteristica è destinata a rimanere priva del supporto essenziale offerto dalla conoscenza, a meno che non compia un’operazione di acquisto in grande stile di insegnanti validi presso contesti che ne dispongano in eccesso. Il che può costituire una strategia soltanto temporanea, che, se prolungata troppo a lungo, risulta rovinosa perché impoverisce il tessuto culturale locale, con la conseguenza che si produce un grado insopportabile d’ignoranza nella popolazione.

Si pone per gli insegnanti il problema del “gruppo di riferimento”, al quale guardare per una futura immedesimazione. Per gli insegnanti vi sono attualmente due soli gruppi di riferimento: a) le professioni intellettuali e il loro movimento verso l’unità delle professioni mediante enti di rappresentanza generale del lavoro intellettuale; b) la burocrazia ministeriale nella forma e nella struttura che la connotano attualmente. Le differenze tra questi due poli sono evidenti. Le professioni infatti sono segnate: 1) da una base cognitiva specifica, un settore dello scibile che ciascuna di essa si ritaglia e in un certo senso controlla, e al quale fa capo nel proprio aggiornamento e perfezionamento; 2) dal principio di autonomia, per cui il gruppo professionale non prende ordini né dalla politica, né dal capitale, né da altra forza o entità, ma si attiene alle regole e nozioni derivanti dalle scienze che ne costituiscono la base; 3) dall’esistenza di un’etica, normalmente incorporata in un codice etico-deontologico, mirato soprattutto a proteggere il fruitore delle prestazioni professionali, rispetto all’ovvia preminenza del professionista, che conosce la materia meglio di chi non la conosce. – La burocrazia invece è caratterizzata da: 1) applicazione continua del funzionario al proprio ufficio; 2) principio di gerarchia, ossia subordinazione di ogni ruolo ad un ruolo superiore; 3) tessuto rigido di regole (regolamenti) che impediscono al funzionario di dare risposte personali ai problemi che gli vengono sottoposti, e che garantisce la completa uniformità e impersonalità delle risposte.

Sembra inevitabile riconoscere che, tra questi due poli, gli insegnanti devono guardare con maggiore interesse al primo, dato che se si integrassero nel secondo perderebbero la propria identità, riducendosi a funzionari di basso rango soggetti ad una disciplina ministeriale insopportabile, densa di circolari e di regolamenti. Neppure se volessero definirsi come una “burocrazia professionale” (quella forma di burocrazia che riunisce, nei funzionari, competenze burocratiche e nello stesso tempo professionali derivanti dalle professioni tipiche) gli insegnanti potrebbero, in un quadro di riferimento burocratico, ritenersi soddisfatti perché le burocrazie professionali non hanno il requisito dell’autonomia, che gli insegnanti invece considerano essenziale.

La scelta del polo professionale come gruppo di riferimento comporta che gli insegnanti tengano presente: a) qual è il percorso strategico che le professioni italiane stanno compiendo a partire dall’ultimo quinquennio del XX secolo; b) perché diventa logico collegare la professione docenziale alla richiesta di ottenere un Ordine, del tutto simile agli Ordini che caratterizzano le professioni riconosciute.


Link proposta di legge http://www.unicobas.it/propordine.htm


ORDINAMENTO PROFESSIONALE DEI DOCENTI

TITOLO I - CAPO I

DEL FONDAMENTO E DELLA LEGITTIMAZIONE DELLA PROFESSIONE DOCENTE.

ART.1- DELL'ISTITUZIONE DELL'ORDINE PROFESSIONALE DEI DOCENTI

1. E' istituito l'ordine professionale dei docenti. Hanno il titolo di docente e possono esercitare le attività di insegnamento di cui all'art.3,comma 2,coloro che sono iscritti all'albo.

ART.2-DEI REQUISITI DI ISCRIZIONE ALL'ALBO

1. Per l'iscrizione all'albo è necessario aver conseguito l'abilitazione all'insegnamento attraverso l'esame di stato. Per accedervi è necessaria, oltre al possesso di un titolo idoneo, accademico o ad esso equipollente, in una delle discipline comprese nelle classi di concorso, l'avvenuta frequenza di un tirocinio annuale, tranne che non sia stato esperito durante la formazione universitaria nel ciclo specialistico appositamente indirizzato all'esercizio della professione docente.

ART.3- DELLA NATURA DELLA PROFESSIONE DOCENTE

1. La professione docente trova il suo cardine nella libertà di insegnamento e la sua connotazione nel primario diritto all'istruzione ed è garanzia per la concreta attuazione del pluralismo di idee, valori e orientamenti nella scuola.

2. Essa si configura in tutte quelle attività indirizzate all'attuazione dei processi di apprendimento ed è esercitata nel rispetto del codice deontologico.

ART. 4-DELL'AGGIORNAMENTO IN ESONERO

1. Ogni docente ha diritto ogni 5 anni ad un anno appositamente destinato all'aggiornamento, senza perdita del trattamento economico in caso di attività svolta in rapporto di lavoro subordinato. Esso è un obbligo per tutti i docenti, e si assolve principalmente per ciascuno di essi durante l'anno appositamente destinato; tuttavia a richiesta può essere frazionato nel corso del quinquennio.

ART.5-DELL'ALBO DEI DOCENTI

1. L'albo dei docenti è istituito presso ogni Consiglio dell'ordine di ciascuna provincia. Esso si diversifica in due sezioni: la prima contiene i docenti degli istituti di istruzione primaria; la seconda comprende i docenti degli istituti di istruzione secondaria e superiore. Nell'ambito di ciascuna sezione l'iscrizione avviene secondo la classe di concorso individuata dal titolo abilitante. Se esso si estende a più di una si ha diritto all'iscrizione in ciascuna di essa.

2. E' altresì istituito un albo dei tirocinanti. La permanenza in esso non può superare i cinque anni.

3. Per l'esercizio dell'attività di insegnamento di cui all'art.3,comma 2, è obbligatoria l'iscrizione all'albo, sia che le funzioni siano svolte in forma autonoma che in rapporto di lavoro subordinato.

4. Gli iscritti ad un albo provinciale hanno facoltà di esercitare la professione in tutto il territorio dello Stato e dell' Unione Europea, nonché in tutte le scuole italiane all'estero.

ART. 6-DEI MODI DELL' ESERCIZIO PROFESSIONALE

1. Il docente inquadrato in rapporto di lavoro subordinato può al contempo esercitare autonomamente attività d'insegnamento, purché l’attività di non insegnamento non siano di pregiudizio al regolare e corretto assolvimento delle funzioni nell'istituzione scolastica da cui dipende.

ART. 7-DELL'ESCLUSIVITA' DEL RAPPORTO PROFESSIONALE

1. Il docente al momento dell'assunzione può scegliere l'inquadramento in rapporto di esclusività impegnandosi a non svolgere alcuna attività d'insegnamento in forma autonoma. In tal caso il trattamento economico è differenziato secondo il C.C.N.L. della scuola.

ART. 8-DEI LIMITI ALL'APPARTENENZA AD ALTRI ORDINI

1. Il docente iscritto all'albo può al contempo appartenere ad altro ordine ma l'esercizio professionale corrispondente non deve essere attività di insegnamento in altri ambiti.

Se il pregiudizio si traduce in un grave danno al diritto all'istruzione e le cause non sono state rimosse, malgrado diffida, il Consiglio dell'Ordine pronuncia la cancellazione.

CAPO II

DELL'ORDINE E DELLE SUE ATTRIBUZIONI

ART. 9-DEGLI ORDINI PROVINCIALI

1. L'ordine si articola territorialmente secondo dimensioni provinciali, ed i rispettivi consigli sono elettivi e hanno durata biennale. Ogni ordine provinciale è persona giuridica di diritto pubblico.

ART.10-DELLA COMPOSIZIONE DEI CONSIGLI PROVINCIALI.

1. I consigli provinciali sono composti da 9 membri se gli iscritti non superano i 20.000, 13 membri se gli iscritti non superano i 40.000 e 15 membri se gli iscritti superano i 40.000.

ART.11-DELL'ELETTORATO PASSIVO

1. Sono eleggibili i docenti con almeno 6 anni di iscrizione all'albo.

ART.12-DEI LIMITI AL MANDATO CONTINUATIVO

1. I componenti del Consiglio dell'Ordine provinciale sono rieleggibili per non più di due volte consecutivamente.

ART.13-DELLE ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE PROVINCIALE

1. Il consiglio esercita le seguenti attribuzioni :

a) cura l'osservanza della legge professionale e di tutte le altre disposizioni in materia;

b) vigila sul rispetto della dignità e della libertà della professione e svolge tutte le azioni a tutela. Intraprende ogni iniziativa diretta alla repressione dell'esercizio abusivo dell'attività professionale;

c) cura la tenuta dell'albo, e provvede alle iscrizioni e cancellazioni;

d) propone modifiche e promuove aggiornamenti al codice deontologico e ai regolamenti;

e) vigila sulla condotta degli iscritti in ordine al rispetto delle norme deontologiche, e adotta i provvedimenti disciplinari;

f) cura la formazione iniziale post titolo e gli aggiornamenti professionali, secondo le direttive del Consiglio Nazionale e sovraintende alle verifiche periodiche;

g) provvede all'amministrazione dei beni di pertinenza dell'ordine, e compila annualmente il bilancio preventivo ed il consuntivo da sottoporre all'approvazione dell'assemblea;

h) propone al Consiglio Nazionale la misura della quota annuale dovuta dagli iscritti per le spese del proprio funzionamento;

i) emana norme integrative se previste dal regolamento;

l) propone all'assemblea degli iscritti, se lo ritiene, l'indennità aggiuntiva di mandato a favore dei consiglieri.

ART.14-DELLE CARICHE

1. Ogni consiglio elegge un presidente, un vice presidente, un segretario e un tesoriere.

2. Il Presidente rappresenta all'esterno l'ordine; convoca e presiede il consiglio e l'assemblea degli iscritti ed esercita ogni altra attribuzione conferitagli dal presente ordinamento.

3. Il vice presidente sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento. Se l'assenza o l'impedimento riguardi entrambi ne fa le veci il membro più anziano per iscrizione e in caso di pari anzianità il più anziano per età.

ART.15-DELL'APPROVAZIONE DEL BILANCIO

1. Oltre alle sedute che periodicamente il presidente convoca per le attività ordinamentali sia ordinarie che straordinarie egli deve convocare l'assemblea degli iscritti annualmente entro il mese di Aprile per l'approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo.

2. Esso è predisposto dal consiglio sui dati raccolti e elaborati dal tesoriere che provvede altresì a dare attuazione alle delibere di spesa di concerto con il presidente.

ART.16-DELL' ASSEMBLEA STRAORDINARIA.

1. Tutte le volte che il consiglio lo delibera o quando lo richieda un quinto degli iscritti con apposito ordine del giorno, il presidente deve convocare l'assemblea degli iscritti entro 15 giorni dalla deliberazione dalla richiesta. L'assemblea delibera a maggioranza assoluta dei voti dei presenti.

2. L'assemblea straordinaria è obbligatoria se il Consiglio propone indennità aggiuntive per i consiglieri.

CAPO III

DELL' ELEZIONE DEI CONSIGLI DELL'ORDINE

ART.17-DELL'INDIZIONE E DELLA VALIDITA' DELLE ELEZIONI

1. L'elezione dei membri del Consiglio deve essere convocata almeno 45 giorni prima della scadenza della consiliatura dalla Commissione elettorale composta da un Presidente, un Segretario e 5 membri tutti estratti tra gli iscritti ad altro ordine provinciale e nominati, almeno 60 giorni prima della scadenza del Consiglio in carica, dal Presidente. La convocazione si effettua mediante notifica per pubblica proclamazione tramite il giornale dell'ordine almeno 15 giorni prima a tutti gli iscritti, esclusi i sospesi dall'esercizio della professione.

2. L'avviso deve contenere l'indicazione del luogo o dei luoghi, del giorno o dei giorni, delle ore sia della prima che della seconda convocazione. La seconda convocazione è fissata a distanza di dieci giorni dalla prima.

3. L'elezione è valida in prima convocazione, quando abbia votato almeno la metà degli iscritti, e in seconda convocazione qualunque sia stato il numero dei votanti.

ART.18-DELLA NOMINA E DELL'INSEDIAMENTO DEI SEGGI

1. La Commissione elettorale dieci giorni prima dell'inizio delle operazioni di voto, nomina un presidente e due scrutatori per ogni seggio, fra gli elettori.

2. Durante la votazione è sufficiente la presenza nel seggio di due componenti.

ART.19-DELLE MODALITA' DELLE ELEZIONI

1. L'elezione avviene secondo il sistema adottato dal Consiglio nazionale con proprio regolamento.

Il voto si esprime per mezzo di schede contenenti un numero di nomi per schieramenti fino al doppio di quello dei componenti del Consiglio dell'Ordine. Non è ammesso il voto per delega.

2. Decorso il termine stabilito dal Consiglio per le operazioni di voto, il presidente del seggio, dopo aver ammesso a votare gli elettori che in quel momento si trovino nella sala, dichiara chiusa la votazione: quindi procede pubblicamente con gli scrutatori alle operazioni di scrutinio.

3. Compiuto lo scrutinio, il presidente ne dichiara il risultato, e trasmette i verbali alla Commissione elettorale

4. Il presidente della Commissione elettorale proclama eletti coloro che hanno ottenuto la maggioranza dei voti secondo il meccanismo indicato nel regolamento.

5. Dopo l'elezione, il presidente del Consiglio nazionale, sulla scorta dei dati trasmessi dal Presidente della Commissione elettorale, comunica al Ministro della giustizia, al Ministro dell'Istruzione e al Provveditorato agli Studi della provincia l'avvenuta proclamazione degli eletti.

ART.20-DEL RECLAMO CONTRO LE OPERAZIONI ELETTORALI.

1. Contro i risultati delle elezioni, ciascun iscritto agli elenchi dell'Albo può proporre reclamo al Consiglio nazionale dell'Ordine, entro dieci giorni dalla proclamazione.

2. Quando il reclamo investa l'elezione di tutto il Consiglio e sia accolto, il Consiglio nazionale provvede, fissando un termine non superiore a trenta giorni e con le modalità che saranno indicate nel regolamento, a rinnovare l'elezione dichiarata nulla.

CAPO IV

DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOCENTI

ART. 21-DELLA COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO

1. E' istituito con sede presso il Ministero dell'Istruzione, il Consiglio Nazionale dei docenti. Esso è composto da 21 membri eletti su base regionale. Ogni Regione esprime un rappresentante ad eccezione del Lazio che ne esprime due in considerazione della alta densità di istituti di formazione superiore.

2. Sono eleggibili i docenti con almeno 12 anni di iscrizione all'albo.

ART.22-DELLA DURATA IN CARICA

1. I componenti del consiglio nazionale dei docenti restano in carica tre anni e sono rieleggibili per non più di due volte consecutivamente.

2. Se per qualsiasi causa viene a mancare alcuno dei membri lo sostituisce il primo dei non eletti della stessa lista.

ART. 23-DELL' INCOMPATIBILITA' DELLE CARICHE

1. Non si può essere contemporaneamente membro di un consiglio dell'ordine e del consiglio nazionale dei docenti. Chi viene eletto membro del Consiglio nazionale non può avere alcuna carica, a qualsiasi titolo, nel consiglio dell'ordine.

2. Qualora il consigliere eletto al Consiglio nazionale non si sia dimesso nei 10 giorni successivi alla proclamazione, dalla carica di consigliere di un ordine provinciale o non abbia rinunciato alla nomina presso il Consiglio nazionale si intende decaduto.

3. Ogni altro mandato elettivo o di rappresentanza sindacale o politica è incompatibile con l'espletamento della carica di consigliere provinciale e nazionale.

ART.24-DELLE ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO

1. Il Consiglio nazionale dei docenti ha la rappresentanza istituzionale dell'ordine sul piano nazionale.

E' ente di diritto pubblico ed esercita, oltre a quelle demandategli da altre norme, le sottoindicate attribuzioni:

a) dà pareri al Ministro della istruzione sui progetti di legge e di regolamento che riguardano la formazione primaria, secondaria, superiore e permanente.

b) emana norme regolamentari comuni per la disciplina delle attività dei consigli provinciali.

c) emana il codice deontologico e ne cura periodicamente l'aggiornamento.

d) stabilisce annualmente il piano delle attività di aggiornamento per l'attuazione delle quali si avvale principalmente degli ordini provinciali e delle università.

e) coordina e promuove le attività culturali dei consigli tese al miglioramento e al perfezionamento della professionalità.

f) regola la formazione del tirocinio e verifica periodicamente mediante gli ordini provinciali l'adempimento da parte degli iscritti delle attività di aggiornamento.

g) intraprende ogni iniziativa a carattere nazionale a tutela della reputazione, della dignità e della libertà dei docenti.

h) decide sui ricorsi avverso le deliberazioni dei consigli degli ordini in materie di iscrizione e di cancellazione dagli elenchi dell'albo e relativi alle elezioni dei consigli degli ordini e in appello sui ricorsi in materia disciplinare.

i) redige il regolamento per la trattazione dei ricorsi degli affari di sua competenza, per lo svolgimento delle proprie attribuzioni da approvarsi dal ministro della giustizia.

l) dà parere sullo scioglimento dei consigli degli ordini ai sensi dell'art. 29.

m) determina con deliberazione sottoposta al visto dal ministro della giustizia e con aggiornamento biennale la misura delle quote annuali dovute dagli iscritti per le spese del suo funzionamento e degli ordini provinciali.

n) stabilisce l'equipollenza dei titoli.

ART. 25-DELLE CARICHE

1. Il Consiglio nazionale dei docenti elegge secondo un proprio regolamento il presidente, il vice presidente il segretario e il tesoriere. Elegge altresì un comitato esecutivo composto da dieci membri tra cui di diritto sono compresi il presidente, il vice presidente, il segretario e il tesoriere.

2. Il Presidente rappresenta all'esterno l'ordine; convoca e presiede il consiglio e l'assemblea dei presidenti degli ordini provinciali ed esercita ogni altra attribuzione conferitagli dal presente ordinamento.

3. Il vice presidente sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento. Se l'assenza o l'impedimento riguardi entrambi ne fa le veci il membro più anziano per iscrizione e in caso di pari anzianità il più anziano per età.

ART. 26- DEL COMITATO ESECUTIVO

1. Il comitato esecutivo provvede all'attuazione delle delibere del consiglio e supporta il presidente nella gestione ordinaria dell'ordine. Adotta inoltre in caso di assoluta urgenza le delibere di competenza del consiglio escluse quelle di cui al punto a, b, c, g, i con obbligo di ratifica nella prima riunione da convocarsi non oltre 15 giorni.

ART. 27- DELL'APPROVAZIONE DEL BILANCIO

1. Oltre alle sedute che periodicamente il presidente convoca per le attività ordinamentali sia ordinarie che straordinarie egli deve convocare l'assemblea dei presidenti degli ordini provinciali annualmente entro il mese di Aprile per l'approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo.

2. Esso è predisposto dal consiglio sui dati raccolti e elaborati dal tesoriere che provvede altresì a dare attuazione alle delibere di spesa di concerto con il presidente.

CAPO V

DISPOSIZIONI COMUNI

ART. 28- DELLE RIUNIONI DEI CONSIGLI E DEL COMITATO ESECUTIVO

1. Per la validità delle sedute di un Consiglio provinciale o del Consiglio nazionale dell'Ordine, occorre la presenza della maggioranza dei componenti. Nelle votazioni, in caso di parità, prevale il voto del presidente.

2. Fino all'insediamento del nuovo Consiglio dell'Ordine, rimane in carica il Consiglio uscente.

Le stesse norme si applicano al Comitato esecutivo.

ART. 29-DELLO SCIOGLIMENTO DEI CONSIGLI PROVINCIALI

1. Il Ministro della giustizia esercita l'alta vigilanza sui Consigli dell'Ordine.

2. Egli può, con decreto motivato, sentito il parere del Consiglio nazionale, sciogliere un Consiglio provinciale che non sia in grado di funzionare regolarmente; quando sia trascorso il termine di legge senza che si sia provveduto all'elezione del nuovo Consiglio o quando il Consiglio, richiamato all'osservanza degli obblighi ad esso imposti, persista nel violarli.

3. Con lo stesso decreto il ministro nomina, scegliendo fra i docenti un commissario straordinario, al quale sono affidate le funzioni fino all'elezione del nuovo Consiglio, che deve avere luogo entro novanta giorni dal decreto di scioglimento.

TITOLO II - CAPO I

DELL'ALBO

ART. 30-ISTITUZIONE

1. Presso ogni Consiglio dell'Ordine provinciale è istituito l'Albo dei docenti che hanno la loro residenza nel territorio compreso nella circoscrizione del Consiglio. L'albo è ripartito in due sezioni, l'una dei docenti della formazione primaria, l'altra dei docenti della formazione secondaria e superiore.

2. I docenti cha abbiano la loro abituale residenza fuori dal territorio della Repubblica o che non abbiano la cittadinanza italiana sono iscritti nell'albo di Roma ad un apposito elenco.

ART. 31-REGOLAMENTO

1. Il Consiglio Nazionale fissa con regolamento le modalità di iscrizione all'Albo.

ART. 32- CONTENUTO

1. L'Albo deve contenere il cognome, il nome, la data di nascita, la residenza e l'indirizzo degli iscritti, nonché la data di iscrizione, il titolo in base al quale è avvenuta e la classe o le classi di concorso. L'Albo è compilato secondo l'ordine di anzianità di iscrizione e porta un indice alfabetico che ripete il numero d'ordine di iscrizione. L'anzianità è determinata dalla data di iscrizione all'Albo. A ciascun iscritto nell'Albo è rilasciata la tessera.

2. I tirocinanti sono iscritti all'apposito Albo.

ART. 33-RIGETTO DELLA DOMANDA

1. Il provvedimento di rigetto della domanda di iscrizione all'Albo o anche dei tirocinanti deve essere motivato e deve essere comunicato all'interessato con il mezzo più efficace nel termine di 15 giorni dalla deliberazione.

CAPO II

DEI TRASFERIMENTI E DELLA CANCELLAZIONE DALL'ALBO

ART. 34-DIVIETO DI ISCRIZIONE IN PIU' DI UN ALBO PROVINCIALE

1. Nessuno può essere iscritto contemporaneamente in più di un Albo. In caso di cambiamento di residenza, il docente deve chiedere il trasferimento nell'Albo del luogo della nuova residenza; trascorsi tre mesi dal cambiamento senza che ne sia fatta richiesta, il Consiglio dell'Ordine procede di ufficio alla cancellazione dall'Albo del docente che si è trasferito in altra sede ed alla comunicazione di tale cancellazione al Consiglio nella cui giurisdizione è compreso il luogo della nuova residenza, che provvederà ad iscrivere il docente nel proprio Albo.

ART. 35-DELLA CANCELLAZIONE

1. Il Consiglio dell'Ordine delibera di ufficio o a richiesta del Ministro dell'Istruzione o di un organo ad esso sottoordinato la cancellazione dall'Albo:

a) in caso di perdita del godimento dei diritti civili, da qualunque titolo derivata o di perdita della cittadinanza italiana. In questo secondo caso, tuttavia il docente è iscritto nell'elenco speciale per gli stranieri, a domanda.

b) nei casi di incompatibilità ex art. 8;

c) quando la sospensione ex art. 37 si sia protratta per più di due anni;

d) quando il docente non osservi l'obbligo della residenza;

e) quando il docente trasferisca la sua residenza in altra provincia;

f) quando l'iscritto rinunci all'iscrizione;

g) quando l'iscritto sia moroso delle quote annuali di iscrizione per più di tre anni e non abbia ottemperato alla diffida.

2. La cancellazione, tranne nel caso indicato alla lettera f, non può essere pronunciata se non dopo aver sentito l'interessato.

3. Le deliberazioni del Consiglio dell'Ordine in materia di cancellazione sono notificate, entro 15 giorni, all'interessato ed al Ministro dell'Istruzione tramite i Provveditorati agli Studi. L'interessato ed il Ministro dell'Istruzione possono presentare ricorso al Consiglio nazionale forense nel termine di 15 giorni dalla notificazione. Il ricorso proposto dall'interessato ha effetto sospensivo.

4. I docenti cancellati dall'albo, a termini del presente articolo, hanno il diritto di esservi nuovamente iscritti qualora dimostrino la cessazione dei fatti che hanno determinato la cancellazione e l'effettiva sussistenza dei titoli in base ai quali furono originariamente iscritti e siano in possesso dei requisiti richiesti.

5. Per le reiscrizioni sono applicabili le disposizioni dell'art. 30 e segg.

6. Non si può pronunciare la cancellazione quando sia in corso un procedimento penale o disciplinare.

Art. 36-DELLE CONDANNE PENALI

1. Debbono essere cancellati dall'Albo coloro che abbiano riportato condanne penali che importino interdizione perpetua dai pubblici uffici.

2. Nel caso di condanna che importi l'interdizione temporanea dai pubblici uffici, l'iscritto è sospeso di diritto durante il periodo di interdizione. Ove sia emesso ordine o mandato di cattura, gli effetti dell'iscrizione sono sospesi di diritto fino alla revoca del mandato o dell'ordine.

3. Nel caso di condanna penale che non importi la pena accessoria di cui ai commi precedenti, il Consiglio dell'Ordine inizia procedimento disciplinare ove ricorrano le condizioni previste dal prima comma dell'art.39.

ART. 37- DELL' INOTTEMPERANZA ALL'OBBLIGO DI AGGIORNAMENTO

1. E' disposta la sospensione dall'Albo dei docenti se risultano inottemperati, dopo due diffide infruttuose, gli obblighi minimi di aggiornamento periodico tranne che non siano causate da legittimo impedimento per malattia, mandato o altro.

2. La sospensione è revocata una volta ottenuta la certificazione dell'aggiornamento.

3. Se la sospensione supera i due anni si provvede alla cancellazione.

ART. 38- DELLA REISCRIZIONE

1. Il docente cancellato dall'Albo può, a sua richiesta, essere riammesso quando sono cessate le ragioni che ne hanno comportato la cancellazione.

TITOLO III - CAPO I

DELLA DISCIPLINA E DELLE SANZIONI

ART. 39-DELLA VIOLAZIONE DELLE NORME DI COMPORTAMENTO PROFESSIONALE

1. I docenti che si rendano colpevoli di abusi o mancanze e violazioni delle regole del codice deontologico nell'esercizio della loro professione o comunque di fatti non conformi alla dignità, alla correttezza ed al decoro professionale sono sottoposti a procedimento disciplinare.

2. La competenza a procedere disciplinarmente appartiene tanto al Consiglio dell'Ordine che ha la custodia dell'albo in cui il professionista è iscritto, quanto al Consiglio nella giurisdizione del quale è avvenuto il fatto per cui si procede. Il Consiglio dell'ordine che ha la custodia dell'albo nel quale il professionista è iscritto è tenuto a dare esecuzione alla deliberazione dell'altro Consiglio.

3. Il procedimento disciplinare è iniziato di ufficio o su richiesta del Provveditorato agli Studio o dell'Ufficio ad esso sovraordinato, ovvero su ricorso dell'interessato.

ART. 40-DELL'AUDIZIONE DEI TESTIMONI

1. Per l'istruttoria nei procedimenti disciplinari il Consiglio dell'Ordine ha facoltà di sentire testimoni.

ART. 41-DELLE SANZIONI DISCIPLINARI

1. Le sanzioni disciplinari, da applicarsi secondo i casi, sono:

a) l'avvertimento, che consiste nel richiamare il colpevole sulla mancanza commessa e nell'esortarlo a non ricadervi, ed è dato con lettera del Presidente del Consiglio dell'Ordine;

b) la censura, che è una dichiarazione formale della mancanza commessa e del biasimo incorso;

c) la sospensione dall'esercizio della professione per un tempo non inferiore a due mesi e non maggiore di un anno, salvo quanto è stabilito nell'art. 43;

d) la radiazione dall'albo.

ART. 42-DELLA RADIAZIONE

1. La radiazione è pronunciata contro il docente che abbia comunque, con la sua condotta, compromesso gravemente la propria reputazione e la dignità della categoria.

Importano parimenti la radiazione dagli albi:

a) l'interdizione dai pubblici uffici, perpetua o di durata superiore a 5 anni, e la interdizione dalla professione per una uguale durata, nelle quali il docente sia incorso;

b) il ricovero in un manicomio giudiziario nei casi indicati nell'art. 222, comma secondo c.p. e l'assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro.

2. La radiazione nei casi preveduti nel presente articolo è dichiarata dal Consiglio dell'Ordine, sentito, qualora lo creda, il condannato.

ART. 43-DELLA SOSPENSIONE

1. Oltre i casi di sospensione dall'esercizio della professione preveduti nel c.p. importano di diritto la sospensione dall'esercizio della professione:

a) la interdizione dai pubblici uffici per una durata non superiore a tre anni;

b) il ricovero in un manicomio giudiziario fuori dei casi preveduti nell'articolo precedente, il ricovero in una casa di cura o di custodia, l'applicazione di una tra le misure di sicurezza non detentive prevedute nell'articolo 215 c.p., comma terzo, numeri 1, 2 e 3;

c) l'emissione di un’ordinanza di custodia cautelare;

d) l'applicazione provvisoria di una pena accessoria o di una misura di sicurezza, ordinata dal giudice a norma degli articoli 140 e 206 c.p.

2. La sospensione è dichiarata dal Consiglio dell'Ordine, sentito, ove lo creda, il professionista.

3. Il Consiglio può pronunciare, sentito il professionista, la sospensione del docente soggetto alla sorveglianza speciale della P.S. o contro il quale sia stato emesso mandato od ordine di comparizione o di accompagnamento senza pregiudizio delle più gravi sanzioni.

Nei casi preveduti nel presente articolo la durata della sospensione non è assoggettata al limite stabilito nell'art. 41, n.° 3

ART. 44-DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE OBBLIGATORIO

1. Salvo quanto è stabilito negli artt. 42 e 43, il docente che sia stato sottoposto a procedimento penale è sottoposto anche, qualora non sia stato radiato a termini dell'art. 42, a procedimento disciplinare per il fatto che ha formato oggetto dell'imputazione, tranne il caso che sia intervenuta sentenza di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l'imputato non lo ha commesso o patteggiamento della pena.

Parimenti è sottoposto a procedimento disciplinare, indipendentemente dalla sospensione di cui all'articolo precedente, il docente contro il quale abbia avuto luogo o si sia proceduto per l'applicazione di una misura di sicurezza, o sia soggetto alla sorveglianza speciale della P.S.

2. Le autorità giudiziarie e le altre autorità competenti dànno immediatamente avviso al pubblico ministero presso il Tribunale ed al Consiglio dell'Ordine che ha la custodia dell'albo, in cui il professionista è iscritto, dei provvedimenti per i quali sono stabilite l'apertura del procedimento disciplinare o l'applicazione della sospensione cautelare.

3. Se il Consiglio dell'Ordine non ritiene di pronunciare la sospensione del professionista soggetto alla sorveglianza speciale o contro il quale sia stato emesso mandato od ordine di comparizione o di accompagnamento, deve informarne senza ritardo il pubblico ministero presso il Tribunale con rapporto motivato.

ART. 45-DELL'AUDIZIONE DELL'INCOLPATO

1. Fermo il disposto dell'art. 42, comma primo, lettera b, e dell'art. 43, comma secondo. Il Consiglio dell'Ordine non può infliggere nessuna pena disciplinare senza che l'incolpato sia stato citato a comparire davanti ad esso, con l'assegnazione di un termine non minore di 10 giorni, per essere sentito nelle sue discolpe.

ART. 46-DELL'OBBLIGO DI INFORMAZIONE SUI PROVVEDIMENTI DI RADIAZIONE

1. I provvedimenti di radiazione sono comunicati a tutti i Consigli dell'Ordine dei docenti della Repubblica, al Ministro dell'Istruzione ed al Ministro della Giustizia.

ART. 47-DELLA REISCRIZIONE DOPO LA RADIAZIONE

1. Il professionista radiato dall'albo può esservi reiscritto purché siano trascorsi almeno 5 anni dal provvedimento di radiazione, e, se questa derivò da condanna, sia intervenuta la riabilitazione

TITOLO IV - CAPO I

NORME DI SALVAGUARDIA

ART. 48-DEI TERMINI PER IMPUGNARE

1. Tutti i provvedimenti dei Consigli degli ordini provinciali sono impugnabili con ricorso davanti al Consiglio nazionale dei docenti entro 30 giorni dalla loro formale comunicazione.

ART. 49-DELL'ESONERO DAL SERVIZIO PER MANDATO

1. Ciascun consigliere esercita il proprio mandato in esonero dal servizio e dalle funzioni, conservandone il trattamento economico, per tutta la durata della consiliatura.

ART. 50-DELLA RISERVA DELL'AZIONE SINDACALE

1. Ogni azione o tutela che abbia natura prettamente sindacale resta di pertinenza delle organizzazioni del settore.

TITOLO V - CAPO I

NORME TRANSITORIE E FINALI

ART. 51-DELL'ISCRIZIONE ALL'ALBO PER I RAPPORTI DI LAVORO CORRENTI

1. Tutti i docenti che hanno in corso un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o che abbiano avuto un rapporto di lavoro a tempo determinato hanno titolo per l'iscrizione all'albo alla sezione corrispondente.

ART. 52-DEL CODICE DEONTOLOGICO

1. Il Consiglio nazionale provvederà all'emanazione del codice deontologico entro un anno dal suo primo insediamento.

ART. 53-DELLE REGOLE TRANSITORIE DI COMPORTAMENTO PROFESSIONALE

1. I consigli degli ordini predispongono regole minime di comportamento professionali da valere fino a quando il Consiglio nazionale non abbia provveduto a emanare il codice deontologico.

ART. 54-DELLE MODALITA' PROVVISORIE PER L'ISCRIZIONE ALL'ALBO

1. Ogni Consiglio dell'Ordine provvederà ad indicare le modalità per l'iscrizione all'Albo ordinario e dei tirocinanti fino a quando il Consiglio nazionale non abbia emanato apposito regolamento.


Ci auguriamo che la nostra proposta sia votata ed approvata in Commissione. Che il Vostro voto, da cui dipendiamo, possa produrre i risultati da noi tutti desiderati e creare finalmente un Albo professionale dei docenti, ridando importanza e valore a questa professione, ricordiamo che gli insegnanti non lavorano ma insegnano.

Grazie e cordiali saluti,

Unicobas Scuola 

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