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Lucio Battisti : un angelo caduto in volo - di Laura Alberico

La musica e' poesia e la poesia e' musica. Di fronte a lui le parole sono diventate lettere di un alfabeto universale, messaggi di emozioni che hanno scavato l'anima e il cuore, i ricordi, il tempo così breve ma altrettanto infinito nella sua essenza.
Amore e solitudine, ritratti e affreschi di una sottile malinconia che lega e a volte soffoca il coraggio di vivere e di ricominciare. Con la sua produzione artistica l'alfabetizzazione emotiva raggiunge l'apice, una modulazione di frequenza che tocca le corde dell'animo umano. A distanza di quindici anni dalla sua morte il mese di settembre sembra conservare intatti i colori e il gusto della stagione che non abbaglia ne' inaridisce ma racchiude in se' il tepore della terra e dei suoi frutti. E per questo ogni volta  che lo ascoltiamo e' sempre la prima volta perché la vera vita e' quella che si mostra ogni volta senza età, senza rughe, così come lui stesso l'ha disegnata e colorata per noi.  Gli angeli esistono e continuano a cantare per noi, ascoltano e accolgono desideri, sentimenti, emozioni e soprattutto non invecchiano mai come il ricordo.

Laura Alberico

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Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

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