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La scuola sostenibile - di Laura Alberico

Parlare di sostenibilità significa farsi carico delle problematiche inerenti  un determinato sistema, più propriamente quello ambientale che ci vede tutti partecipi di un cambiamento od anche un capovolgimento degli equilibri sui quali si fonda tutta la natura ed anche la specie umana.
Ma, alla stessa stregua di un qualunque “sistema” l’istituzione scolastica pone in essere l’urgenza di una “sostenibilità” in quanto necessita di interventi adeguati, compatibili con le necessità che la formazione richiede. Ed anche in questo contesto le risorse, umane ed economiche, devono essere trovate per ristabilire un giusto equilibrio nella rete di relazioni che legano gli enti preposti alle figure professionali che svolgono la propria funzione. Esiste ed è possibile una sostenibilità che garantisca la formazione ma essa ha bisogno di essere coltivata e sviluppata in un terreno favorevole dove gli strumenti diventino occasioni di confronto e di crescita per l’intera collettività. Innovazione e cambiamento sono spesso una architettura priva di basi se risulta difficile contestualizzarli e metterli veramente in pratica. Per questo motivo si evidenziano spesso discrasie e contraddizioni tra quanto si vorrebbe investire in risorse  (umane e strutturali) e quanto invece è possibile fare se i mezzi non sono sufficienti.  La scuola sostenibile è una scuola che garantisce e sostiene  la sinergia di interventi, la formazione e l’educazione delle pari opportunità, il confronto inteso come occasione  di crescita, personale e collettiva. La scuola ha sempre rappresentato un anello debole della società anche se ad essa sono riservate funzioni e compiti complessi e delicati. In questo periodo storico famiglia, scuola, lavoro rivelano tutte le  criticità di un cambiamento sociale ed economico che tende a rompere e minare gli equilibri esistenti. Per questo parlare di sostenibilità diventa necessario ed anche doveroso.

Laura Alberico

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