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Entrare di nuovo in classe - di Laura Alberico

A inizio dell’anno scolastico è importante conoscere e farsi conoscere dai nuovi alunni. Le conoscenze acquisite nel precedente corso di studi hanno bisogno di essere organizzate ed approfondite con un metodo di lavoro diverso che presuppone strumenti di indagine adeguati alla programmazione curriculare. Credo che per iniziare bene bisogna rilevare e far emergere le capacità di osservazione e riflessione di ogni singolo alunno e a tale scopo le attività prescientifiche servono a gettare le basi per un percorso didattico efficace.
Motivare gli alunni significa stimolare interesse e curiosità, far sorgere domande su tanti aspetti della natura che sono ignorati o accettati come “normalità”. In un mondo che forse  corre troppo e che genera sempre nuove conoscenze è necessario fermarsi ogni tanto e insegnare  che lo studio non è un contenitore da riempire meccanicamente ma un processo in divenire in cui tutto ciò che viene acquisito si costruisce insieme, mattone su mattone. Gli alunni motivati ad apprendere possono facilmente interagire nel dialogo educativo perché non accolgono passivamente quanto viene loro proposto ma diventano parte integrante nella scoperta di relazioni e  leggi generali che inquadrano in un unico contesto le singole nozioni. Il metodo induttivo non può essere separato da quello deduttivo, insieme riescono ad attivare procedimenti logici che stimolano il ragionamento critico nella comprensione e interpretazione della realtà nei suoi vari aspetti. Il metodo scientifico si fonda, oltre che sulla motivazione anche sulla informazione e ricerca, entrambe sostenute da un tipo di insegnamento definito “ a spirale”che consente di enucleare i concetti portanti di ogni disciplina. Essi  non vengono esauriti in un corso di studi ma sistematicamente ripresi e ampliati per essere modellati sulla fascia di età degli alunni. La metodologia nella didattica è fondamentale perché un buon metodo può rendere significativo e permanente l’apprendimento spesso confuso con la memorizzazione e il nozionismo, pesanti bagagli culturali che, forse, ancora persistono.

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