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Lettera sull' Esame di Stato I ciclo - di Franca Desiderato

Care colleghe, colleghi e lettori tutti,
è la seconda volta che tento di scrivere questa lettera, ma ho avuto difficoltà ad organizzare la mia stanchezza.
Mai ho svolto degli esami così faticosi e non per le solite incombenze burocratiche o la fretta con cui quest’anno abbiamo cominciato. E’ stata invece la presenza della prova INVALSI all’interno delle nostre valutazioni che ha creato una situazione di disagio e fatica.

Questa prova nazionale, intromessasi subdolamente nei nostri percorsi formativi tanto da diventare dirimente per la promozione o per la valutazione dei nostri ragazzi, è un handicap rispetto alla già “mai accettata” valutazione numerica.
Sottomessi ormai dal temuto ”sistema” telematico, noi siamo divenuti esecutori di una valutazione che nulla ha a che fare con i successi educativi , le gioie relazionali che ogni giorno ci si guadagna sul campo. E sì perché oltre a quelle, non c’è proprio un bel niente altro da guadagnare!
Ma la scuola dell’obbligo non deve essere una scuola eminentemente formativa? Non sono “le arti” quelle che potrebbero aiutarci a formare dei buoni cittadini?(Cito il mio Preside)
 Ma sono dei buoni cittadini quelli che dobbiamo formare o la scuola dell’obbligo è divenuta tutt’altro e io non me ne sono accorta?
Che importa se sforniamo dei cyberbulli,dei ragazzi con disturbi relazionali,imbambolati e incapaci di concentrazione,privi di rispetto per i diversi e le donne, incapaci di scegliere, spersi tra le notizie di cui la rete li bombarda, convinti di essere capaci di tutto e invece fragili di fronte a qualunque fallimento?
Nel frattempo  cedendo al sistema computerizzato, tu insegnante del futuro, sei chiamato spesso a fare in modo che i numeri  coincidano perché il sistema non salti mentre  nel frattempo saltano le tue convinzioni.
Come fai infatti a riconoscere i salti di qualità fatti da un ragazzino difficile , i miglioramenti del metodo di studio se neanche nei voti dell’ammissione c’è un indicatore che ne tenga conto, se mancano veramente il tempo per i DSA,I BES,i PAI e tutte le altre diavolo di sigle inventate dai nostri super pagati e solerti funzionari ministeriali!
Ti limiti a compilare le carte e ad essere un po’ più attento a questi problemi con un occhio mentre con l’altro cerchi di essere un docente che  stimola, interessa,coinvolge, prepara e educa…. educa  ragazzi che le altre agenzie diseducano.
Che stupida, come faccio a non capire ancora che tutto ciò si può fare  con nuovi potenti mezzi messi a disposizione di noi inutili lavoratori.
 Noi “sfalzini “che  facciamo due mesi di vacanze.
Evviva per le LIM allora, esse diminuiscono i tempi già così risicati del nostro intervento, creando degli alunni ,già rimbambiti dinanzi a schermi di tutti i tipi, che riescono a seguirti nel tuo parlare non più di dieci minuti ! Ma che parliamo più a fare se possiamo digitare?
Digito ergo sum. Crocetto ergo rem cognosco.
 Evviva anche  per le LIM, le lavagne interattive,esse sono le regine delle nostre  aule “sgarrupate” e poco sicure .
Evviva , noi si che siamo una scuola moderna!!! Evviva per i registri elettronici che ci fanno risparmiare carta e tempo.
Sembra che mai costoro,i Funzionari Ministeriali, siano entrati in una scuola italiana  con aule sovraffollate di ragazzi,con sempre meno ore di docenza per materia e interventi per i disabili limitati al massimo? Ma quanto tempo pensano duri un’ora di lezione interattiva, carica di esercizi differenziati da far svolgere a coloro che hanno disturbi di apprendimento, agli svantaggiati,ai ragazzi con particolari bisogni educativi e ricca di tecniche di comunicazione nuove e stimolanti per tutti gli altri???
 Ma noi  non siamo gli autorevoli e competenti insegnanti di Hogwarts  ?
Ma no! Noi“simm do sud !” e sopportiamo tutto,  “Franza o Spagna purché se magna!”
 Vorremmo per caso fare la rivoluzione? Nooo, a noi ci piace solo Masaniello ..ma per un poco eh! E questa che cos’è se non una inutile geremiade meridionale?
 Mai una lamentela aperta e pubblica sul tempo dedicato alla correzione degli arzigogoli INVALSI , mai una lacrima sul quel povero alunno che ha faticato tutti e tre gli anni partendo quasi da zero,senza mezzi culturali e sociali, si è mostrato disponibile umile, ma che non ha saputo risolvere tutti i raffinati quesiti INVALSI e che quindi non potrà essere premiato con un voto migliore! Magari poteva mettersi vicino ad uno bravo…….
Già, perché ad imbrogliare si vince .Accidenti che bei cittadini formiamo! Ma d’altra parte anche  a noi cosa è richiesto per essere scuola d’eccellenza? Ma cosa può valutare il nostro operato? I buoni voti INVALSI?
Se è così non voglio far parte di una scuola d’eccellenza con la quale tutti i genitori pensano di risolvere i loro problemi di assenza e mi scuseranno i colleghi che perdono posto, io voglio far parte di una buona scuola pubblica che trasmetta cultura a futuri cittadini capaci di sceglier con la loro testa magari anche un po’ scorretti nel loro linguaggio ,ma capaci di interloquire in modo logico e consequenziale,interessati al cinema, alla musica, alla pittura,esperti della loro città e della storia del loro paese, diversi insomma dai  protagonisti di un reality o di una di quelle trasmissioni di litigate furibonde senza senso.
Ciao, voglio bene a tutti voi quasi quanto ne voglio ai miei alunni più sfortunati ……… anzi forse di più!!!

Franca Desiderato
p.s. i miei ragazzi non sono poi andati tanto male alle prove nazionali, ciò nonostante la geremiade mi sembrava dovuta

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