Passa ai contenuti principali

Cosa valutano davvero i Test Invalsi? - di Laura Alberico

Come ogni anno il sistema di rilevazione dell’ Invalsi ha sollevato polemiche e dubbi su come questo sistema di valutazione possa essere indicativo delle conoscenze acquisite dagli alunni. Io penso che esista una discrasia tra quanto i programmi ministeriali vogliono rilevare a livello didattico ( perché nonostante tutto ogni disciplina ha un suo “obbligato” percorso) e su quanto invece la tecnica dei test cerca di mettere in evidenza.
La scuola o meglio la sua struttura organizzativa marcia sempre su due distinti binari che in questa situazione divergono e si contrappongono. L’insegnamento fa soltanto rima con “addestramento”, non c’è nessun nesso tra il processo di apprendimento ( che sappiamo essere molto diverso per ogni alunno) e gli esiti dello stesso, anche se, per mera logica più si impara e più si acquisiscono conoscenze. Ci sono diversi fattori che influenzano l’apprendimento, lo limitano o lo implementano in base a fattori culturali, ambientali, individuali di ciascun alunno.  Gli stessi  non devono essere trascurati, anzi sono significativi per l’insegnamento individualizzato e personalizzato che in ogni programmazione viene espresso sotto forma di obiettivi specifici e mirati.  I metodi, i contenuti, gli obiettivi ed infine la valutazione sono sempre stati i vertici di un quadrilatero che racchiude l’essenza del processo di insegnamento-apprendimento, ogni parametro di questo campo di azione è in relazione reciproca con l’altro mediante il feedback che consente un continuo monitoraggio dell’azione educativa.  Ora viene da pensare se tutto questo possa essere trascurato o addirittura ignorato quando tout court si somministrano i famosi test invalsi ai quali spesso  rispondono correttamente gli alunni dotati di  spiccate capacità analitiche e sintetiche, logiche e associative. Queste abilità si possiedono indipendentemente dall’esercizio reiterato e dall’addestramento che  non ha niente in comune con il percorso formativo, spesso lungo e faticoso. Esso   non può e non  deve essere  relegato a tempi di esecuzione prefissati  ma ha bisogno di strumenti qualitativi diversi e senza dubbio di gran lunga più importanti per la valutazione.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Il canto dell’usignolo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto VII - ottave 32-37
Prima parte. Canti I-IV. La prima parte tratta dell’innamoramento di Venere e Adone. - Cupido, per vendetta, fa in modo che la madre si innamori di un mortale, Adone, approdato nell’isola di Cipro: dapprima Venere si innamora di lui vedendolo addormentato sulla spiaggia dove è approdato; in seguito Adone si innamora a sua volta di Venere, dopo aver curato una ferita alla gamba.   - Dopo l’innamoramento, tre personaggi, Cupido, Clizio e Mercurio si occupano dell’iniziazione di Adone, attraverso una lunga serie di esperienze estetiche. Seconda parte. Canti V-XI. In questo gruppo di canti viene descritta l’iniziazione di Adone.  - innanzitutto vi è l’iniziazione ai piaceri dei sensi: Adone viene condotto attraverso il giardino del piacere;  - quindi si passa alle delizie dell’intelletto e delle arti;  - infine Adone viene avviato alla scienza moderna; Al termine di queste esperienze Mercurio può celebrare il matrimonio tra Adone…

Le idi di marzo di Valerio Massimo Manfredi

Apprendimento cooperativo:  qui sopra videorecensione del professore su youtube
qui sotto: audiorecensione del professore in mp3 approfondimento scritto di un alunno/a
AUDIO "Le idi di marzo" di Valerio Massimo Manfredi in formato mp3, disponibile anche in formato audio wma
Le idi di marzoValerio Massimo ManfrediRelazione di narrativa di Melissa Galloni 2aD Titolo1. Il titolo del libro che ho letto questo mese è “Idi di Marzo”. Autore2. L’autore è Valerio Massimo Manfredi, un archeologo specialista in topografia del mondo antico. Ha insegnato in prestigiosi atenei in Italia e all’estero e condotto spedizioni e scavi in vari siti del Mediterraneo. Ha scritto numerosi saggi in campo accademico ed è, inoltre, autore di narrativa presso la Mondadori con ,ad esempio, “La Torre della Solitudine”, “L’ultima legione”… Riassunto3. Questo libro ripercorre gli ultimi giorni di vita di Giulio Cesare (pontefice massimo, capo militare..), che, all’età di cinquantasei anni,è ormai stanco e malato. …