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Quello che la memoria insegna - di Laura Alberico

“ La memoria è la continuità del tempo, permette alla conoscenza di proseguire”. ( D. Maraini )
Ci sono frasi che diventano importanti e significative se riescono a far riflettere, a stimolare il pensiero critico,  a comprendere e disegnare in un unico orizzonte il passato, il presente e il futuro.
La mia insegnante di liceo in una sua lettera mi ha scritto che “ la memoria sconfigge il tempo”. Una frase degli antichi greci che mi ha particolarmente colpito perché queste parole apparentemente semplici racchiudono l’essenza della vita e del suo divenire; in essa possiamo scoprire i principi basilari della filosofia, della storia, della biologia, della religione, della sociologia e antropologia e delle scienze in generale. L’uomo di fronte al tempo, due estremi lontani che tuttavia si avvicinano per lasciare tracce importanti nella memoria individuale e collettiva. Tempo da combattere e da modellare come prodotto delle nostre convinzioni e dei nostri desideri, tempo da cancellare e poi ricostruire, da inventare e riempire di nuove idee. Tutto questo investe naturalmente il processo cognitivo, la memoria che è uno strumento complesso, soggetto alle emozioni, agli “errori” umani di registrazione e assimilazione. Nella frase suddetta ci vedo soprattutto l’insito desiderio umano di piegare gli eventi, di conquistare con l’esperienza il proprio “ territorio” con le azioni e le idee, i progetti e le conoscenze acquisite  e in divenire. La memoria riesce ad avvicinare l’uomo al tempo e viceversa, essa diventa il filtro interpretativo della storia fatta dagli uomini e per l’intera collettività. Ma la memoria insegna anche a non ripetere gli errori e a trasmettere la positività degli ideali e dei valori che il tempo purtroppo  ha sedimentato facendoli diventare reperti fossili, archeologia di un passato remoto che ogni tanto viene riscoperto e riportato alla luce per rivitalizzare qualcosa che lentamente si sta perdendo: il senso di appartenenza e di condivisione, di identità e progresso culturale, di risanamento politico e sociale. Non avere memoria significa perdere il legame con la realtà, non riconoscere nel passato gli insegnamenti necessari, le pietre miliari sulle quali costruire il futuro, il domani  che il tempo ci concede come prospettiva verso la quale investire il patrimonio culturale e  le risorse di ognuno e di tutti  per un mondo migliore.

Laura Alberico

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