Passa ai contenuti principali

L'esistenzialismo dello scrivere in musica - di Laura Alberico


Due cantautori, due vite, due storie. In una Italia frammentata e ancora senza governo le idee della musica sembrano raccogliere i frutti di una stagione anomala. Chi non ha mai cantato almeno una volta nella vita le canzoni di Jannacci e Califano? Origini diverse ma stesso desiderio di raccontare la storia della vita, nelle periferie delle grandi città dove le persone semplici sono malate di solitudine, noia e amore, sentimenti veri che parlano sulle righe di un pentagramma immaginario. Abbiamo imparato a capire il senso delle parole, graffiti dell'era moderna che sembrano pennellate di colore nel grigio della nebbia onnipresente, negli incontri di amori senza un domani, lettere e immagini di un tempo che vive dentro e fuori di noi e si rinnova sempre nella metamorfosi delle emozioni e dei sentimenti. Parole e musica che avvicinano due mondi diversi, interpreti della stessa realtà che li ha visti principi o califfi sul palcoscenico della notorietà, uomini cantastorie della vita per un ultimo e indimenticabile concerto.

" Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore....vengo anch'io"
" Ho una chitarra per amica e con voce malandata canto e suono la mia libertà"

Laura Alberico

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015

Da oggi fino alla prova preselettiva sulla seguente pagina facebook un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015 (bando previsto entro fine marzo, secondo il decreto Milleproroghe), ogni giorno alle ore 9.  La soluzione verrà pubblicata almeno un giorno dopo. https://www.facebook.com/nuovoconcorsodirigentiscolastici

Elogio di Galileo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto X - ottave 42-37 Elogio di Galileo
42 Tempo verrà che senza impedimento queste sue note ancor fien note e chiare, mercé d'un ammirabile stromento per cui ciò ch'è lontan vicino appare e, con un occhio chiuso e l'altro intento specolando ciascun l'orbe lunare, scorciar potrà lunghissimi intervalli per un picciol cannone e duo cristalli. - Impedimento: ostacolo;  - note: caratteristiche;   note: conosciute e comprensibili: paronomasia;    mercé: grazie a;    - intento: attento;  - specolando: osservando;  - scorciar: abbreviare; 43 Del telescopio, a questa etate ignoto, per te fia, Galileo, l'opra composta, l'opra ch'al senso altrui, benché remoto, fatto molto maggior l'oggetto accosta. Tu, solo osservator d'ogni suo moto e di qualunque ha in lei parte nascosta, potrai, senza che vel nulla ne chiuda, novello Endimion, mirarla ignuda. - per te: per opera tua;  - fia l’opra comp…