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I segnali del tempo - di Laura Alberico


Leggere gli ultimi avvenimenti è come ripercorrere a ritroso la storia dell’uomo, spirito e materia, ideale e reale, il male e il bene che si uniscono e diventano il filtro di conoscenza e ragione, fantasia e concretezza di un mondo che nonostante tutto e senza avviso riesce ancora a sorprenderci. L’elezione del nuovo papa ha per incanto strappato il velo della nebbia che impedisce agli occhi, di credenti e laici, di  distinguere forme e contorni di persone e cose, la strada per camminare verso la giusta e necessaria direzione.
Quando tutto sembra perduto, inutile e forse impossibile, i segnali del tempo diventano simboli di cambiamento, una inversione di rotta che scuote le coscienze e invita tutti  a ritrovare il vero significato della vita e del suo divenire. Guardare in alto dove le comete asteroidi si avvicinano sempre di più alla terra e ci ricordano un cammino di scoperta e rivelazione, aspettare la fumata bianca che scioglie l’incertezza e il dubbio, tutto questo invita alla riflessione e alla introspezione, un percorso che pone al centro dell’interesse l’uomo e la sua capacità di tendere alla perfezione e alla conoscenza per diventare, nonostante tutto, migliore e unico pur nella diversità. Cogliere i segnali del tempo significa ricostruire la propria storia personale, ritrovare il valore dell’autenticità e delle cose semplici. Una testimonianza che è anche una sfida all’inaridimento dei sentimenti e al meccanicismo della vita quotidiana, quella vita che spesso diventa troppo fragile e che  viene travolta dall’indifferenza e dall’abbandono e sembra oggi risplendere soltanto di luce riflessa. Profezie e rivelazioni sembrano tradursi in un linguaggio nuovo, una primavera tardiva ma desiderata che riesce a rinnovare la vita interiore, quella dimensione trascurata e ignorata in cui i pensieri e le azioni, i sentimenti e la ragione ritrovano il  vigore necessario per  riconquistare finalmente  il loro posto, nella mente e nel cuore di ognuno.
Laura Alberico

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