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Eleggere direttamente i dirigenti: una proposta oscena - di Enrico Maranzana

L’affidare al Collegio dei Docenti l’elezione del dirigente scolastico è un’ipotesi anacronistica, ascientifica, illegale.
Un’idea astratta, indipendente dal campo in cui nasce il problema. 
Una proposta che non fa tesoro dell’esperienza, del vissuto dell’istituzione.
Un’idea che mortifica la professionalità del docente.
Una materia che è stata ridimensionata da Fabrizio Reberschegg a nome della Gilda: ”Noi non vogliamo sostituire i dirigenti scolastici o eliminarli, vogliamo affiancare al dirigente scolastico una figura che rappresenti il collegio dei docenti l’abbiamo chiamata preside elettivo per semplicità. Separare l’amministrazione e gestione di tipo burocratico amministrativo dalla gestione del pof che deve essere in capo del collegio dei docenti”.

La situazione è il frutto della mentalità di molti esperti che presumono d’aver la verità in tasca, che pensano d’affrontare un terreno inesplorato, che recidono i vincoli posti dalla legge e dalla scienza dell’organizzazione. Essi ignorano che le norme che disciplinano la vita delle scuole sono andate di pari passo con la dottrina: il decreto Brunetta del 2009, in riferimento alla dirigenza pubblica, afferma la necessità di “rafforzare il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza”.

Il verbo RAFFORZARE è, per la scuola, molto, molto significativo in quanto la distinzione tra gli organi politici e gli organi direttivi è stata posta, nel  lontano 1974,  a fondamento dei decreti delegati.

Per ridare credibilità, prestigio e incisività al servizio scolastico si devono  studiare e comprendere le scelte compiute nel passato, individuare e rimuovere le cause che ne hanno limitato l’efficacia, capitalizzare l’esperienza. Un comportamento in antitesi con quanto avviene oggi: si fa derivare il fallimento delle innovazioni dalla loro inconsistenza logica e funzionale, dall’impreparazione di chi le ha proposte.

In rete sono consultabili alcuni scritti che interpretano le norme, ne mostrano il  fondamento razionale, ne descrivono la finalità, smascherano chi le ha sterilizzate:
“Coraggio! Organizziamo le scuole” – discute sulla struttura decisionale introdotta nel 74;
“La scuola rivedrà le stelle” – mostra come il concetto d’autonomia sia stato stravolto;
“A scuola .. govenance: assente” – individua i virus che infettano la scuola;
“Valutare la democraticità di una scuola” – un test per misurare il grado d’anarchia;
“Primo comandamento: studia e applica le regole del sistema scolastico” – “Riformare la scuola media: perché?” bollano le persone che parlano senza sapere.

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