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L’alunno ritrovato - di Laura Alberico


Si sta come
 d’autunno
 sugli alberi
 le foglie”
E’ tempo di esami, di resoconti, di conclusioni più o meno positive sulla fine di un anno scolastico. Alunni e insegnanti non più separati da quella linea di guerra che li ha visti spesso confliggere e rimanere distanti si ritrovano insieme a scambiarsi amichevolmente un sorriso, un augurio, un arrivederci.
Come ogni anno scolastico c’è sempre qualcosa che riesce a scuotere le coscienze, un momento, un’occasione in cui traspare dagli occhi e dal cuore la felicità di scoprire aspetti mai conosciuti e apprezzati. Il tempo è spesso un compagno crudele e incute quel timore sacro e referenziale di una mancata risposta ai desideri, alle aspettative, al raggiungimento di quegli obiettivi che ci accompagneranno finché il castello burocratico resterà il fragile baluardo di un percorso educativo. L’alunno ritrovato, riscoperto e apprezzato aveva abbandonato la frequenza scolastica per vari motivi: mancanza di interesse, problemi familiari,ecc,ecc. Ha sostenuto l’esame parlando di Ungaretti e dell’ermetismo, comunicandoci   che le parole, anche se poche e semplici  riescono a riempire gli spazi vuoti e a trasmettere emozioni e  sentimenti. Con la musica   ha cantato il suo rap esistenziale,  la rabbia contro Dio che sembra non sentire a volte le preghiere, che sembra non vedere l’infelicità e la solitudine . Un testo grezzo ma speciale, un po’ come il dolore sul fronte di guerra del poeta Ungaretti, quando arriva il momento in cui  la piena  dei sentimenti riesce a far emergere   un dialogo con se stessi e con il mondo, domande sospese e fragili  ma foriere di un vento che spazza via il passato, le insicurezze e il disagio del non sapere quale sia la strada da percorrere. Ci ha meravigliato il suo entusiasmo, i suoi progetti per il futuro, la sua poesia ermetica e dissacrante che chiede soltanto di essere ascoltata. E così abbiamo aperto gli occhi scoprendo un nuovo alunno, una nuova persona che si pone delle domande e che si è dato, fortunatamente e con nostra grande gioia, anche delle risposte. Dopo  il letargo del tempo ingrato rinasce sempre la primavera, una vita diversa che guarda al futuro, con coraggio ed ottimismo.

Laura Alberico

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