Passa ai contenuti principali

Insegnanti ... per non morire più di luoghi comuni - APEF


Qualcuno di noi pensava che la sortita delle 24 ore del Ministro Profumo, appena rientrata, sarebbe prima o poi riuscita fuori, stante i luoghi comuni radicatissimi sugli insegnanti. Magari il prossimo anno.
Francamente però non ci aspettavamo tanta tempestività da parte del governo, oltretutto in evidente spregio al lavoro del Parlamento che ha unanimemente cassato l’aumento dell’orario di lezione frontale degli insegnanti nel Ddl di Stabilità.

Occorre però una riflessione sulle priorità da opporre per scardinare questi luoghi comuni che altrimenti si ripresenteranno periodicamente, puntuali come le tasse.
Il Professor Monti, infatti, si è esibito in tv in una disinvolta diagnosi dedicata ai malanni e alle storture dell’Istruzione in Italia. "In alcune sfere del personale della scuola c'è grande conservatorismo” ha affermato. Chi mai potrebbe negare una affermazione tanto ovvia quanto generica? Magari estendendola anche fuori dai recinti dell’Istruzione, naturalmente.
Poi, forse per uscire da questa nebulosa genericità, ha proseguito lanciandosi in una esemplificazione un po’
spericolata e non consueta per il personaggio: “tale conservatorismo “- ha proseguito - si è rivelato al mondo
quando gli insegnanti hanno mostrato “indisponibilità a fare anche due ore in più alla settimana, che
avrebbero permesso di aumentare la produttività”. A parità di stipendio naturalmente.
Ha esplicitato, unendo considerazioni da imprenditore “manchesteriano” del primo capitalismo ad una
esercitazione elementare di contabilità spicciola - se per la stessa cifra il salariato rimane sul tornio due ore
in più alla settimana, la produttività di quel lavoratore aumenta. Alleluja! - un pensiero condiviso da molti: gli
insegnanti - quelli italiani - lavorano poco. Sono quindi dei privilegiati. Anzi sono i più privilegiati tra i pubblici
dipendenti. Coerentemente solo a loro il governo aveva chiesto di lavorare di più a parità di stipendio.
La improvvida e singolarmente non corretta affermazione del Presidente - le ore di lezione frontale
aggiuntive e gratuite richieste agli insegnanti erano 6 alla settimana e non 2 - può essere figlia di un
momentaneo abbassamento dei freni inibitori, di una “voce dal sen fuggita” in uno studio televisivo, oppure
dalla stanchezza provocata dall’attivismo che l’alto incarico esige…
Certamente l’intimo pensiero del Presidente Monti è uno dei tanti risvolti amari del sindacalismo
scolastico italiano di stampo operaio ed impiegatizio, il più potente d'Europa, che ha trasformato ad hoc
l’antico slogan per cui ’l’unione fa la forza” in un contratto unico che vede assemblati insieme insegnanti,
personale di segreteria, bidelli etc. Tutti “operatori scolastici” quindi: todos caballeros in una non veritiera
sorta di egualitarismo ideologico delle funzioni.
Nella scuola conseguentemente non ci sono che "operai non specializzati" (unskilled per il professor
Monti): per tutti la produttività si misura, all’ingrosso, nelle ore passate in torneria, a fare buchi nel metallo.
I nostri “buchi” al tornio? Le lezioni frontali naturalmente. Troppo pochi quei “buchi”, evidentemente, per i
professori del governo.
Ma se si accetta tale logica la conclusione è inevitabile: o si fanno più ore frontali - i bidelli ne fanno
già "troppe" - o si e' più presenti a scuola, magari a imitazione dell’orario impiegatizio. Molti insegnanti si
dicono d’accordo su tale seconda ipotesi: meglio passare 30-36 ore a scuola-tutto compreso - piuttosto
che... passare per lavativi agli occhi dei benpensanti.
L’alternativa a questo sentire collettivo, che come uno schiacciassasi stritola la “professione docente”, è una
sola: la serena accettazione che, anche a scuola, non siamo tutti, necessariamente, “eguali”. Che la
specializzazione, la professionalità, la necessità di una carriera e il merito, in definitiva non sono una mera
rivendicazione ideologica ma una semplice constatazione, serena, quasi ovvia: la differenza tra una
dimensione “professionale”, con annessa formazione di tipo superiore, laurea, abilitazione, specializzazione e
formazione continua e una dimensione impiegatizia. Con tutti gli oneri e onori connessi.
Con ciò qualcuno sul campo, potrebbe guadagnarsi, continuando nel paragone precedente, gli ambiti
galloni di "operaio specializzato" che oltre a fare buchi, sa anche assemblare ad arte i pezzi di un puzzle
complesso, quello della conoscenza.
Da ciò stipendi e orari diversi e contrattualmente separati da quelli di bidelli, amministrativi etc. Perchè,
pacatamente, facciamo un altro mestiere. E, spesso, lo facciamo bene!
Un ultima considerazione: perché i presidi hanno un contratto separato pur potendo rientrare nell’abusato
schema degli “operatori scolastici” sostenuto da sindacati &C? Semplicemente perché svolgono una attività
diversa da quella della "manovalanza" fatta da bidelli e insegnanti.
E questa diversita e' stata riconosciuta contrattualmente.
Con buona pace dell’”unione fa la forza” e di simili, superate amenità.
Roma, 27 novembre 2012 APEF

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015

Da oggi fino alla prova preselettiva sulla seguente pagina facebook un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015 (bando previsto entro fine marzo, secondo il decreto Milleproroghe), ogni giorno alle ore 9.  La soluzione verrà pubblicata almeno un giorno dopo. https://www.facebook.com/nuovoconcorsodirigentiscolastici

Elogio di Galileo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto X - ottave 42-37 Elogio di Galileo
42 Tempo verrà che senza impedimento queste sue note ancor fien note e chiare, mercé d'un ammirabile stromento per cui ciò ch'è lontan vicino appare e, con un occhio chiuso e l'altro intento specolando ciascun l'orbe lunare, scorciar potrà lunghissimi intervalli per un picciol cannone e duo cristalli. - Impedimento: ostacolo;  - note: caratteristiche;   note: conosciute e comprensibili: paronomasia;    mercé: grazie a;    - intento: attento;  - specolando: osservando;  - scorciar: abbreviare; 43 Del telescopio, a questa etate ignoto, per te fia, Galileo, l'opra composta, l'opra ch'al senso altrui, benché remoto, fatto molto maggior l'oggetto accosta. Tu, solo osservator d'ogni suo moto e di qualunque ha in lei parte nascosta, potrai, senza che vel nulla ne chiuda, novello Endimion, mirarla ignuda. - per te: per opera tua;  - fia l’opra comp…