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Concorso Dirigenti Lombardia: inizio anno a rischio

Riportiamo un articolo del Corriere della Sera sulla spinosa vicenda del Concorso Dirigenti Lombardia.

Attesa la decisione del Consiglio di Stato dopo lo stop arrivato dal Tar
Una scuola su tre ancora senza preside
Mancano 130 dirigenti su 362 istituti. «L'emergenza mette a rischio l'intero sistema»


MILANO - A Milano e provincia una scuola su tre è senza preside. Sono 130 i dirigenti che mancano all'appello nei 362 istituti del Milanese. E 576 quelli vacanti nelle 1.224 scuole della Lombardia. A livello regionale la proporzione è addirittura peggiore: un istituto su due è senza guida. I dati della Cgil scuola parlano chiaro: la situazione è di vera emergenza. Ai vuoti di poltrona avrebbe dovuto mettere una toppa il concorso per dirigenti scolastici indetto quest'anno. Avrebbe dovuto, perché come è noto il Tar lo ha annullato con la sentenza del 17 luglio: «buste troppo leggere, trasparenti se messe in controluce». Un vizio di legittimità che per il tribunale amministrativo ha violato il principio dell'anonimato, base di ogni concorso pubblico.

L'Ufficio scolastico regionale ha subito fatto ricorso, affiancato dal ministero dell'Istruzione: venerdì 3 agosto il presidente del Consiglio di Stato ha emanato un decreto d'urgenza che annulla temporaneamente lo stop del Tar. Concorso riabilitato, quindi. Ma in via provvisoria. Per avere effetti concreti la decisione dovrà essere confermata dal collegio del Consiglio di Stato, il prossimo 28 agosto. L'Ufficio scolastico comunque non ha perso tempo e lunedì ha pubblicato le graduatorie dei candidati idonei: 406 per 355 posti. Se il 28 agosto arriverà l'ok, i vincitori del concorso potranno andare a colmare parte dei seggi vacanti negli istituti lombardi. Eppure, anche quella decisione non sarà definitiva: la discussione nel merito della sentenza del Tar avverrà molto più avanti, probabilmente tra diversi mesi. L'eventuale via libera di fine agosto avrà il valore di una decisione che tampona la situazione d'emergenza.

Tecnicismi giuridici a parte, quella del 28 agosto resta la data clou per capire se l'anno scolastico avrà un avvio regolare o meno. «Se come speriamo il Consiglio di Stato non sconfesserà la decisione del suo presidente, l'emergenza presidi si ridurrà in modo consistente - spiega il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio -. Se invece il concorso verrà bloccato, lo scenario sarà terribile: un altro anno di presidi con incarichi multipli». Un centinaio, nel Milanese, quelli che negli ultimi due anni hanno retto più di un istituto. I candidati idonei e l'Ufficio scolastico aspettano. Dall'altra parte ci sono i 101 ricorrenti, i docenti bocciati alle prove scritte che hanno avviato il ricorso al Tar. «Siamo preoccupati anche noi per l'assenza dei presidi nelle scuole - spiega Lorenzo Valentino - ma riteniamo che il concorso così come è stato sostenuto abbia leso un nostro diritto. E che sia giusto proseguire nella ricerca della verità».

Che dire, quindi, della provvisoria riabilitazione delle graduatorie? «Va benissimo tamponare un'emergenza, ma la nostra situazione rimane sospesa: attraverso i legali che ci seguono cercheremo una mediazione con l'Ufficio scolastico regionale, chiederemo di sostenere quattro mesi di tirocinio e un esame finale che ci permetta di ottenere il titolo di dirigente». Nel frattempo il clima tra docenti non è dei migliori: a sentire i ricorrenti, c'è una vera spaccatura tra chi ha passato il concorso e chi si è rivolto al Tar. «Ci stanno isolando, ci stanno accusando di aver difeso il nostro interesse a scapito del benessere collettivo - racconta una prof dell'hinterland -. Ma i ragazzi non hanno bisogno di vedere i loro insegnanti farsi la guerra».
Corriere della sera - 9 agosto 2012
Alessandra Dal Monte 9 agosto 2012

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