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Lettera aperta al Ministro - di Antonella Mongiardo

08/05/2012 - Illustrissimo Signor Ministro,
la scrivente è la dott.ssa Antonella Mongiardo, esclusa dalle prove orali al Concorso nazionale per il reclutamento di dirigenti scolastici. Mi vedo costretta ad invocare l’autorevole intervento della S.V.I. per far luce sulle assurdità della vicenda concorsuale svoltasi in Calabria, che ha scatenato aspre polemiche in tutto il mondo della scuola.

Dei 451 candidati che abbiamo superato la prova preselettiva e affrontato, nei giorni 14 e 15 dicembre, le due prove scritte, 258 non siamo stati ammessi agli orali.
Essendo disponibili in Calabria solamente 108 posti di dirigente scolastico, era prevedibile una severa selezione, sia nella prova preselettiva, sia nelle successive prove scritte. Ma lo sconcerto generale è per le illogiche e incomprensibili modalità con cui è stata effettuata detta selezione.
Evitando inutili polemiche, mi limito a porre alla S.V. degli interrogativi e a riferire dei fatti oggettivi, che ho riscontrato, sia direttamente, sia leggendo le numerose e-mail inviatemi dai colleghi che hanno sostenuto il concorso.
1)   Il giorno del primo scritto i vigilanti assegnati alle varie aule hanno distribuito ai candidati un foglio con la traccia, dove a un certo punto si leggeva “...prevede che il dirigente possa di avvalersi…”. Siamo rimasti tutti stupiti nel vedere un costrutto così errato e asintattico. Alcuni colleghi della mia aula lo hanno fatto notare al vigilante, il quale al termine della prova ci ha chiesto di consegnargli le tracce. Evidentemente lo ha fatto per occultare lo strafalcione commesso dalla Commissione, dal momento che il giorno dopo,al termine della seconda prova, la traccia ce l’ha fatta tenere. Come può una commissione di un concorso per Dirigenti commettere un sì marchiano errore ed essere poi chiamata a giudicare la correttezza espressiva e la padronanza linguistica di fior di laureati, specializzati e plurilaureati, con al loro attivo brillanti titoli di studio, pubblicazioni, collaborazioni universitarie e anni di esperienza nel settore?
2)  Nei due giorni di scritti, il presidente ha fatto il giro delle aule per dare delucidazioni su come andavano svolti i temi, invitando i candidati ad essere sintetici. Pare che in qualche aula, come riferiscono alcuni colleghi su Internet, abbia detto: “persino il ministro non legge più di due pagine”. E’ evidente che il criterio della sintesi mal si accordava con una traccia di dimensioni planetarie, in cui si richiedevano:governance, funzioni, rapporti tra i vari organi, riferimenti normativi, gestione dei conflitti, stili di direzione, dimensionamento. E, infatti, la raccomandazione del presidente ha disorientato non pochi candidati, alcuni dei quali si sono sforzati di scrivere elaborati sintetici, sacrificando in parte i contenuti, mentre altri, per dimostrare la propria preparazione in materia hanno egualmente riempito pagine e pagine di protocollo, con il terrore di venire esclusi per non aver rispettato il criterio della “sintesi”. Un criterio, questo, che è stato il grande spauracchio di tutti noi, fino a quando non si è scoperto, leggendo gli atti concorsuali, che tra i criteri adottati quello della sintesi non vi compariva affatto. Ma allora, perché sventolarlo in tutte le aule, fuorviando in tal modo i candidati?Se l’intenzione era di correggere compiti di poche pagine, per risparmiare tempo, perché la Commissione non ha messo a fuoco un solo argomento ben delimitato?
3) Dopo la pubblicazione degli esiti delle prove scritte, avvenuta lo scorso 31 marzo, quasi tutti i candidati abbiamo richiesto l’accesso agli atti del concorso.Fino al 23 aprile, a detta dei dirigenti dell’USR Calabria, la Commissione non aveva ancora depositato gli atti, perciò non si poteva dare avvio al procedimento di accesso. Dai primi di maggio, finalmente, alcuni candidati sono stati convocati, a scaglioni, presso l’USR per visionare ed estrarre copia dei propri elaborati, dei verbali redatti dalla commissione, dei compiti di candidati ammessi all’orale.Io, personalmente, ho inoltrato l’istanza il 3 aprile, ma a tutt’oggi (8 maggio) non sono ancora stata convocata.Attendo. Ho telefonato ripetutamente ai numeri telefonici che compaiono sull’elenco, senza mai ottenere risposta. Mi sono anche recata personalmente giorni fa all’USR, ma il portinaio non mi ha fatto entrare dicendo che aveva ricevuto disposizioni di non far avvicinare nessuno neppure alla porta dell’ufficio preposto.
4)  Il 20 aprile, quando gli atti dovevano ancora essere depositati, mi ero già presentata all’USR per chiedere il protocollo relativo alla mia istanza e per sapere come si sarebbe esplicato il diritto di accesso. Allora mi è stato detto che saremmo stati contattati telefonicamente e che ogni richiedente avrebbe potuto visionare al massimo cinque elaborati, tra quelli ammessi all’orale e in forma anonima. Ma, successivamente,alcuni dei colleghi convocati hanno riferito che era stato concesso a ognuno di loro un tempo limitato di 15 minuti per visionare gli atti ed estrarne copia e che era stato sorteggiato(non si sa con quali criteri e modalità) un campione di compiti anonimi da visionare, pari al 25% del totale.Come mai un numero cosi esiguo? Come mai è stata disposta una limitazione così forte e restrittiva al diritto di accesso?
5) Io ho avuto modo di visionare i criteri di valutazione verbalizzati dalla Commissione (tra cui c’è anche quello di non correggere la seconda prova se la prima era stata insufficiente) e alcuni elaborati anonimi, fotocopiati da colleghi. In sintesi i criteri sono: pertinenza alla consegna e puntualità dei riferimenti normativi; conoscenza dell’argomento, completezza, organicità, coerenza logica; chiarezza, correttezza, padronanza della lingua; rielaborazione personale, originalità della trattazione.
Nei compiti giudicati sufficienti si riscontrano dei gravissimi errori grammaticali e sintattici. Solo per citare qualche esempio:
- Dell’Piano dell’offerta…
- Un ora
- Soprattuto (ripetuto almeno due volte in tre righe)
- La cultura criminale e mafiosa che deprimono…
- È questa condivisione, presente in una comunità scolastica, che lega ad operare in maniera….
Anacoluti, frasi contorte e sconnesse, concordanze non rispettate, perfino un compito in cui i numerosi errori erano evidenziati in parentesi quadre, che avevano proprio l’aria di essere dei segni vistosi di riconoscimento.
I candidati autori di tali sconcezze della lingua sono stati ammessi all’orale. Ma come si spiegano aberrazioni di questo tipo visto che due criteri su quattro richiedevano la correttezza linguistica ed espressiva?
6)  Come mi ha fatto notare in una e-mail una collega non ammessa all’orale, la griglia di valutazione è del tutto illogica. I descrittori che vanno dal 7 al 14 pare siano stati invertiti. Al descrittore “risposta gravemente non pertinente” corrisponde il punteggio 13, mentre al descrittore “risposta accettabile” corrisponde il voto 7. Inoltre, scorrendo la griglia, si vede che a descrittori molto simili si danno punteggi decisamente diversi. Che logica c’è in questa matrice di voti?
7)  Quasi tutti i candidati esclusi (salvo poche eccezioni) sono stati bocciati nella prima prova, tant’è che, finora, il caso pratico (2° prova scritta) di quasi tutti coloro che hanno avuto accesso agli atti giaceva non corretto in busta chiusa. Com’è possibile che quasi 250 concorrenti abbiano sbagliato la prima prova?
I colleghi con cui ho avuto modo di confrontarmi mi hanno detto di essere rimasti sconcertati nel leggere molti dei temi anonimi, sia per la scorrettezza della forma, sia per la superficialità dei contenuti. Non possiamo non chiederci, pertanto, in che modo la Commissione abbia corretto questi compiti. Fino a che punto può spingersi l’insindacabilità di una Commissione? Dove sta la linea di confine tra la discrezionalità e il libero arbitrio? Qual è il vero obiettivo di un concorso pubblico? Correggere in maniera frettolosa e superficiale centinaia di compiti, o leggere con attenzione tutti gli elaborati, per accertare realmente la preparazione e la competenza dei partecipanti, i quali hanno investito enorme quantità di tempo, di energie e di denaro per prepararsi a sostenere due prove, non una sola?
8) Alcuni candidati hanno richiesto le griglie di valutazione relative agli ammessi ma, a quanto pare, non è possibile visionarle perché sono state segretate. La motivazione addotta dai dirigenti dell’Usr pare sia il fatto che tali griglie rechino ognuna un numero corrispondente ad un nome. Ma se questa è la vera motivazione della segretazione, non sarebbe bastato coprire il numero per tutelare l’anonimato? E’ così che viene garantita la trasparenza ai cittadini che chiedono di vedersi difesi i propri diritti costituzionali?
9) Un ultimo interrogativo debbo rivolgerlo a proposito del bando di concorso. Non si capisce perché nel bando è stato previsto che dopo lo svolgimento delle prove scritte il candidato dovesse inserire i suoi titoli nella piattaforma, senza aspettare l’esito delle prove orali. Nel regolamento dei concorsi pubblici (art. 16 D.P.R. 487/1994) c’è scritto chiaramente che i titoli devono essere comunicati dopo l’esito delle prove orali. Ciò ha senso perché essi devono servire a formare la graduatoria finale e quindi dovrebbero essere richiesti soltanto a chi ha superato tutte le prove. Che senso ha, e la domanda non è affatto peregrina, questa richiesta prematura?A cosa serviva alla commissione conoscere i miei titoli (Laurea in Matematica con 110/110 presso l’Univ. “La Sapienza” di Roma,
Specializzazione biennale in “Ricerca Operativa e Strategie Decisionali” presso “La Sapienza” di Roma, Borsa di studio biennale presso “La Sapienza di Roma”, due master di secondo livello in “Dirigenza scolastica”, superamento di concorso a cattedra in Matematica, pubblicazione di un libro di divulgazione matematica, Iscrizione all’Ordine Nazione dei Giornalisti - Albo Pubblicisti”, altri titoli professionali), prima ancora di sapere se sarei arrivata all’orale? Sig. Ministro, io credo che se la sottoscritta, con questi titoli, fosse stata ammessa all’orale avrebbe vinto il concorso.
Personalmente mi sento oltremodo danneggiata da questa strana vicenda concorsuale, sia sotto l’aspetto morale che materiale, perché da due anni non faccio altro che seguire corsi e studiare giorno e notte il programma del concorso fino allo stremo delle forze. Non per presunzione, ma per consapevolezza della mia sudata preparazione sono convinta di aver svolto due prove molto valide. E, come me, decine di altri colleghi, che vantano master e anni di esperienza sul campo, non riescono a spiegarsi il motivo della loro esclusione.
Pertanto, facendomi portavoce delle proteste di tanti candidati non ammessi, chiedo alla S.V.I. di intervenire con tutta la Sua autorevolezza affinché possa essere fatta piena luce su questa selezione, sulla quale inevitabilmente si scatenerà una bufera di ricorsi, e che rischia di essere ricordata come una farsa per la pubblica istruzione. L’auspicio di tutti i non ammessi è che vengano annullatele precedenti correzioni e che sia disposta una nuova revisione di tutti gli elaborati, ammessi e non, da parte di una nuova Commissione. Sia nell’interesse di quanti hanno studiato tanto per superare il concorso e che credono nella meritocrazia e non nel clientelismo, sia nell’interesse stesso dello Stato che deve garantire il rispetto dei principi costituzionali di buon andamento, imparzialità e trasparenza e non può permettersi, specie in un momento come quello attuale, di finanziare una macchina concorsuale inefficiente e dannosa per tutti.
Con ossequio
Antonella Mongiardo

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