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Concorso DS: cosa fare dopo le sentenze del 3 febbraio? - di Silos Ignance

Con le sentenze del 3 febbraio 2012, il TAR del Lazio ha posto fine, di fatto, alla controversia interminabile che opponeva amministrazione e ricorrenti nel concorso per Dirigenti Scolastici. Il TAR ha voluto affermare, dinanzi alle valangate di ricorsi seriali, che per mandare all’aria un procedimento amministrativo serio e importante occorrono motivazioni altrettanto serie e importanti.
Quelle sentenze, di cui hanno dato scarsa informazione stampa di settore e sindacati, hanno sorpreso non solo perché hanno respinto tutti i ricorsi. Questo era, tutto sommato, abbastanza prevedibile. L’elemento imprevisto è stata la motivazione. Dice il TAR:
1)      I ricorrenti non hanno partecipato agli scritti in quanto non hanno superato le prove preselettive. Se noi accogliessimo le loro richieste non daremmo loro alcun vantaggio. Pertanto un giudizio favorevole è del tutto inutile.
2)      I ricorrenti sostengono che le domande sono errate, ma tali asserzioni non sono provate. Né si intravedono in quelle domande elementi illogici o contraddittori. Inoltre il giudizio sulla bontà di una domanda attiene alla discrezionalità tecnica di chi ha elaborato tali domande.
Con queste motivazioni il TAR, dunque, non solo ha negato la sospensiva, ma ha lasciato intravedere come ragionerà nel merito. Il TAR ha voluto far conoscere il suo pensiero: “I quesiti non sono manifestamente errati. Inoltre, stabilire se una domanda è opportuna, inopportuna o dubbia rientra nella discrezionalità tecnica di chi ha elaborato le domande”.
Mi pare una pietra tombale sui ricorsi che riporta l’Italia alla normalità. D’ora innanzi si potrà ricorrere solo per motivi forti e personali, come avviene in tutta Europa. Si potrà ricorrere, ad esempio, se uno ha preso 79/100 e dimostra che una domanda era sbagliata. Oppure se ha preso 77/100 e 3 domande erano illeggibili sul suo libro. E’ così che ci si comporta in Europa.
Naturalmente è opportuno che anche l’amministrazione impari la lezione dal TAR e capisca che anche lei deve comportarsi come in tutta Europa. Inizi subito a farlo. Io vorrei fornirle, dal mio piccolo, 6 suggerimenti. Sono facili da applicare e gratuiti. Anzi fanno risparmiare perché prevengono i ricorsi.
1)      Pubblichi sui propri siti istituzionali lo stato di avanzamento dei lavori con cadenza settimanale. I candidati sappiano quanti elaborati sono stati corretti settimanalmente e da quale sottocommissione. E’ nello spirito della L. 241/1990 e del D. Lgs. 150/2009.
2)      Pubblichi settimanalmente quanti hanno raggiunto la soglia minima dei 21/30. Questo tranquillizza i candidati perché li convince che non ci saranno aggiustamenti finali per assecondare oscuri interessi, ma la correzione terrà conto solo dei criteri di valutazione.
3)      Pubblichi la griglia di valutazione delle prove. Alcune regioni l’hanno già fatto, ma la maggioranza non ancora. Essere valutati sulla base di elementi che i candidati non conoscono può essere elemento di facile contenzioso. Una pubblicazione tardiva è sempre meglio di una non pubblicazione.
4)      Pubblichi ciascuna regione uno schema di gestione degli orali. Si indichi la durata di ciascun orale, la durata del colloquio in inglese, la durata del colloquio in informatica, la griglia di valutazione degli orali. Si indichi, al momento della pubblicazione dell’elenco degli idonei, la sottocommissione con cui ciascun candidato farà il colloquio orale.
5)      Si eviti di correggere solo il primo elaborato nel caso in cui un candidato non raggiunga la soglia dei 21/30. La mancata correzione della seconda prova sarebbe ineccepibile sotto il profilo giurisdizionale, ma creerebbe polemiche e attiverebbe migliaia di ricorsi che tutti hanno l’interesse a evitare.
6)      E’ di fondamentale importanza che l’amministrazione sappia che il prossimo anno ci saranno, in alcune regioni, almeno il 40% delle scuole sprovviste di dirigenza scolastica. Sarebbe gravissimo se il prossimo 1o settembre tali scuole restassero sprovvisti di dirigente scolastico. Allora l’amministrazione si attivi e inviti i commissari a un impegno generoso e intensivo.  Potrebbe essere utile che le correzioni avvengano a tappe forzate nel periodo di Pasqua. Questo eviterebbe che il prossimo anno 2.000 scuole e, di conseguenza, 2.000.000 di studenti siano senza un capo di istituto. La situazione di questi ultimi 2 anni sta dimostrando la fragilità di quelle istituzioni sprovviste di dirigente scolastico.
Silos Ignance

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