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Concorso per DS: nato sotto una cattiva stella - di Gennaro Capodanno

Le recenti questioni che già surriscaldano la fase preselettiva di un concorso che evidentemente non nasce sotto una buona stella, mi riferisco a quello per i 2.386 posti per dirigenti scolastici, e che, al momento, s’incentrano principalmente sulla tipologia dei quiz proposti e su una fuga di notizie, all’attenzione degli organi inquirenti, rischiano di far perdere di vista un aspetto non secondario strettamente connesso alla vicenda concorsuale.
Premetto che tale concorso è stato bandito su base regionale e che, laddove si decidesse di portare avanti l’attuale procedura, è auspicabile che vengano comunque evitate le modifiche “in corso d’opera” che caratterizzano il precedente concorso, bandito nel 2004 per 1.500 posti, che non solo vide un notevole ampliamento dei vincitori con l’ammissione anche dei cosiddetti “riservisti”, i quali, è bene ricordarlo, non avevano i requisiti per la partecipazione alle prove, indicati nel bando stesso, ma anche con la perdita di fatto della distribuzione originaria tra settori e regioni, con l’interregionalità e l’intersettorialità, introdotte con il cosiddetto milleproroghe. Orbene dalla tabella sulle scuole sottodimensionate, reperita su internet e che si dice essere riferita a dati MIUR del luglio 2011, emerge che in Italia ci sono ben 1840 istituzioni scolastiche autonome che sono sottodimensionate. Di esse 1528 hanno un numero di studenti tra 300 e 499, e le altre 312 hanno meno di 300 allievi. Nel totale sono ricompresse anche 11 scuole che si trovano in comuni isolani. Molte di queste scuole nel corrente anno scolastico, in mancanza di dirigenti titolari, sono state assegnate in reggenza, per le altre, per il solo anno scolastico 2011/2012, si è tenuto conto, per i dirigenti titolari, della “continuità dirigenziale”.  Ma se, in un futuro non remoto, le scuole sottodimensionate dovessero essere soppresse o accorpate, quale scenario potrebbe presentarsi all’atto della nomina dei vincitori del concorso in atto, che si pensa possa avvenire per l’inizio dell’anno scolastico 2013/14? Semplicemente che molti di essi rischierebbero di non trovare la scuola da dirigere! Prendiamo, ma solo per esemplificare, il caso della regione Campania: qui, in totale, le scuole sottodimensionate sarebbero 345, mentre i posti messi a concorso risultano 224, presumibilmente, non tenendo conto di quelle scuole che, perdendo l’autonomia, non avrebbero più un loro DS e neanche un DSGA. Diversa la situazione al Nord. Per esempio in Lombardia le scuole sottodimensionate sono appena 67 ed i posti messi a concorso 355. E poiché, tenendo conto dell’andamento dei dati demografici e della presenza di alunni stranieri, la forbice tra Nord e Sud nei prossimi anni non potrà che continuare a divaricarsi, si può ragionevolmente ipotizzare di avere plessi scolastici senza dirigenti al Nord e dirigenti scolastici, vincitori di concorso al Sud, senza la scuola, “dirigenti virtuali” in altre parole. Un ulteriore elemento quello appena esaminato, in uno alle altre questioni brevemente accennate ma ben note, che dovrebbe indurre il Ministero a fare un passo indietro e, più che procedere a rinviare di una settimana un concorso che già si annuncia con un contenzioso che potrebbe protrarsi per anni impegnando le aule di giustizia e quelle parlamentari, annullare il bando, prendendo poi in considerazione modalità diverse per la nomina dei Dirigenti scolastici, dinamiche e flessibili allo stesso tempo, come l’elezione diretta, con nomina a tempo. In tal modo si potrà tener conto  di una realtà in continuo divenire, come la scuola, dove, per una gestione efficiente ed ottimale, non è più possibile bandire concorsi con procedure che trovano la loro conclusione dopo un tempo minino di 3 o 4 anni, quando lo scenario è mutato, e dopo aver impegnato cospicue risorse finanziarie pubbliche che potrebbero essere investite per finalità ben più concrete, che non quella di creare figure virtuali delle quali la scuola non ha più bisogno. Ad esempio, per il miglioramento delle strutture scolastiche con la loro messa a norma, problema che, secondo la denuncia di un’associazione di contribuenti, riguarderebbe allo stato, nel Paese, ben due scuole su tre. Aspetto, quello della sicurezza delle scuole, alla luce anche di recenti fatti di cronaca, certamente molto più sentito, dagli studenti con le relative famiglie e dal personale scolastico, che non la nomina del DS.
Gennaro Capodanno
N.B.: Guarda qui sotto la tabella con il raffronto, su base regionale, delle scuole sottodimensionate e dei posti messi a concorso per DS

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