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Valutare le competenze in situazione - di Luigi Gaudio

Partiamo da una definizione di competenza, dello studioso Le Boterf:
“I soggetti competenti sono in grado di mobilitare ed integrare risorse conoscitive ed affettive interne ed esterne per affrontare problemi inediti, non riconducibili a soluzioni di routine, che si presentano in contesti reali significativi attraverso performance efficaci ed efficienti, secondo modalità eticamente e socialmente condivisibili” (Le Boterf, 2000)
Quindi, la competenza deve essere manifestata, altrimenti non si vede.
Perciò, per poter attribuire a qualcuno una competenza bisogna vederla in azione.
Il soggetto competente cambia le strategie di fronte alle situazioni, si sa autoregolare, non è rigido.
Occorre quindi proporre agli allievi delle prove in cui queste capacità sono valorizzate.
Il compito deve essere complesso, poiché la competenza include una varietà di componenti, fisici e psicologici.
Un esempio potrebbero essere le prove situate:
Per approfondire, leggere la prove situate

Prove situate
Le prove situate sono prove da effettuare in una situazione, quindi sono utili (non esaustive, ma utili) non per verificare le conoscenze, ma per verificare le competenze.
Creare prove situate vuol dire confezionare delle prove che abbiamo le seguenti caratteristiche
  1. il numero di variabili ampio;
  2. il numero delle informazioni possedute ridotto;
  3. le soluzioni molteplici (ambiguità);
  4. la vicinanza delle prove all’esperienza dell’allievo
Un esempio di prove situate sono le prove sulla competenza digitale elaborate dal gruppo di lavoro dell’Università di Firenze guidato dal professor Calvani.

Competenze digitali
È diverso parlare di alfabetizzazione informatica strumentale e di competenze digitali.
Queste ultime non implicano solo l’utilizzo pratico del computer, ma anche gli aspetti etici, partecipativi e cognitivi dell’utilizzo degli strumenti digitali.
In altri termini, le prove sulle competenze digitali non si esauriscono con le prove ECDL, ma implicano un raggio più ampio di azione, in cui si inseriscono anche la dimostrazione della capacità di:
  1. individuare nuovi strumenti tecnologici, adeguati per rispondere ad alcuni problemi (capire quale è il programma adatto per affrontare una situazione
  2. sapersela cavare davanti ad un ambiente tecnologico (precedere per tentativi)
  3. essere disposti a provare, sbagliare, smanettare
  4. creare un file excel per analizzare i dati di un fenomeno
  5. saper trovare delle informazioni, selezionando e “dubitando” delle informazioni prese nelle rete, e filtrare poi le fonti più utili e attendibili
  6. collaborare con altri nell’utilizzo degli strumenti tecnologici, creando insieme un documento, lavorare insieme anche se a distanza
  7. individuare regole di buona condotta per effettuare campagne di informazione o di espressione delle opinioni
Per effettuare, e per elaborare delle prove di verifica delle competenze digitali, consigliamo i libri scritti al proposito dal professor Calvani dell’Università di Firenze, insieme con il suo gruppo di lavoro, pubblicati dalla casa editrice Erickson.
La competenza digitale nella scuola, Calvani, Fini, Ranieri - ediz. Erickson
Valutare la competenza digitale, Calvani, Fini, Ranieri - ediz. Erickson

Commenti

  1. buona sera ho una serie di domande e gradirei le opinioni degli operatori. le competenze sono fonte di esperienza? Sono trasmesse con l'educazione familiare? Sono insegnate durante il percorso scolastico? La valutazione quanto è oggettiva? Quanto indotta dalle ralazioni? Quanto si discosta dal voto di profitto? Se è enorme il divario quali sono i criteri? grazie per le risposte

    RispondiElimina
  2. PROVO A RISPONDERE IN MAIUSCOLO PER DISTINGUERMI

    Le competenze sono fonte di esperienza?

    SICURAMENTE LE COMPETENZE HANNO A CHE FARE CON L'ESPERIENZA. IO HO SEMPRE RITENUTO, PERO', CHE E' L'ESPERIENZA CHE E' FONTE DI COMPETENZE

    Sono trasmesse con l'educazione familiare?

    I GENITORI SONO I PRIMI AD "INSEGNARE PER COMPETENZE" PERCHE' FANNO CAPIRE LE COSE CON I FATTI E NON CON I DISCORSI

    Sono insegnate durante il percorso scolastico?

    GENERALMENTE NO, PERCHE' GLI INSEGNANTI (NOI) TENDIAMO PIU' A TRASMETTERE CONOSCENZE. MOLTO DIPENDE PERO' DA COME SVOLGIAMO IL NOSTRO LAVORO.

    La valutazione quanto è oggettiva? Quanto indotta dalle ralazioni?

    LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE E' UNO DEI PROCESSI PIU' DIFFICILI PER UN DOCENTE. SI AVVICINA AD ESSERE OGGETTIVA SOLO SE IL DOCENTE CONSIDERA UNA SERIE DI FATTORI E NON SOLO IL VOTO IN UN TEST.

    Quanto si discosta dal voto di profitto?

    SPESSO LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE SI DISCOSTA MOLTO DAL VOTO DI PROFITTO, SOPRATTUTTO QUANDO IL DOCENTE OPERA IN MODO TRADIZIONALE NELLA VALUTAZIONE DEL PROFITTO

    Se è enorme il divario quali sono i criteri?

    NON HO CAPITO BENE LA DOMANDA

    grazie per le risposte

    RispondiElimina

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