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Scuola: un criterio per giudicare l’azione del governo - di Enrico Maranzana

Premiare il merito, riconoscere le eccellenze, elevare il livello qualitativo delle prestazioni sono problematiche che implicano lo studio del rapporto obiettivi .. risultati conseguiti.
Nessuno dovrebbe sottrarsi a tale accertamento: il ritornello: “il merito dei politici è giudicato dalle urne” non ha fondamento razionale in quanto efficacia e consenso sono aspetti che muovono in dimensioni differenti.


«I contemporanei di Galilei si rifiutarono perfino di guardare nel suo telescopio perché non
“poteva” esistere quello che lui affermava di vedere  nel firmamento» [Paul Watzlawick]
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Per soppesare l’incisività dell’attività dell’esecutivo rispetto alle problematiche della scuola è necessario collocare il problema formativo nel suo contesto originario


La volontà del legislatore fornisce i parametri per lo sviluppo del nucleo “istituti scolastici”.
Il TU 297/94 ha costituito  organismi
  • strategici [Consiglio di Istituto: “elabora e adotta gli indirizzi generali”; delibera i “criteri generali della programmazione educativa”];
  • che individuano e perseguono obiettivi volti alla realizzazione delle finalità indicate dall’organismo strategico [Collegio dei docenti: “cura la programmazione dell’azione educativa”; “valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica”];
  • che portano a unità l’attività dei docenti [Consiglio di classe: “realizzando il coordinamento didattico” garantisce la convergenza di tutti gli insegnamenti verso i traguardi educativi individuati dal Collegio dei docenti], assetto più volte confermato. Si consideri ad esempio il “documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche” . [DPR 297/99 “Il Piano dell'offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto... Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto”].



Si tratta della la piattaforma di lancio verso la finalità del sistema educativo di istruzione e formazione  [art. 2 legge 53/2003]: “è promosso l’apprendimento .. e sono assicurate a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche ..”. [Per approfondire si vedano in rete: “All’origine del disservizio scolastico”; “La riforma delle superiori: un buco nell’acqua”].
Dal modello traspaiono i flussi informativi vitali del sistema. Tra questi quello che lega il Governo all’istituto scolastico,  rapporto gestito dal Consiglio di Istituto. Le comunicazioni che intercorrono tra le due entità veicolano elenchi di competenze generali: i traguardi verso cui gli istituti scolastici devono orientare il servizio. Il documento per la certificazione dei saperi e delle competenze [D.M. 9 del 27/1/2010] può essere d’esempio, anche se parziale.
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Il quadro generale dell’istituzione scuola, comparato ad alcuni atti del Governo, produce elementi utili per la maturazione di un giudizio sull’operato dell’esecutivo:
1)     Nota introduttiva alle Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento: “Le Indicazioni nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento per i licei rappresentano la declinazione disciplinare del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione dei percorsi liceali. Il Profilo e le Indicazioni costituiscono, dunque, l’intelaiatura sulla quale le istituzioni scolastiche disegnano il proprio Piano dell’offerta formativa, i docenti costruiscono i propri percorsi didattici e gli studenti sono messi in condizione di raggiungere gli obiettivi di apprendimento e di maturare le competenze proprie dell’istruzione liceale e delle sue articolazioni”.
** La declinazione disciplinare del profilo educativo, culturale e professionale sterilizza l’ideazione e la gestione dei processi d’apprendimento; é un grossolano errore se valutata sotto il profilo metodologico: il progetto di una casa non ha inizio dalla scelta dei mattoni [CFR. “Insegnare matematica dopo il riordino” sul sito matematicamente.it]
2)      Le indicazioni nazionali dei licei, dei tecnici e dei professionali orientano tutti gli insegnamenti al conseguimento di obiettivi specifici, espressi in termini di abilità e di conoscenze.
** L’art. 2 della citata legge 53/2003 inquadra le abilità e le conoscenze tra gli strumenti necessari al conseguimento del traguardo istituzionale: lo sviluppo e il potenziamento delle qualità dei giovani.
3)     I risultati dell’apprendimento previsti per i licei [All. A DPR 15/3/2010] in un primo momento sono espressi sotto forma di competenze generali (comportamento esibito quando si affronta un compito):
  • Essere consapevoli della diversità dei metodi utilizzati dai vari ambiti disciplinari ed essere in grado valutare i criteri di affidabilità dei risultati in essi raggiunti;
  • Acquisire l’abitudine a ragionare con rigore logico, ad identificare i problemi e a individuare possibili soluzioni …
  • per essere successivamente  intervallati con obiettivi disciplinari
  • Conoscere la storia dell’architettura, con particolare riferimento all’architettura moderna e alle problematiche urbanistiche connesse, come fondamento della progettazione;
  • Aver raggiunto una conoscenza approfondita delle linee di sviluppo della nostra civiltà nei suoi diversi aspetti:
  • Conoscere, con riferimento agli avvenimenti, ai contesti geografici e ai personaggi più importanti, la storia d’Italia inserita nel contesto europeo e internazionale, dall’antichità sino ai giorni nostri …
** La mescolanza di traguardi eterogenei produce confusione anche perché i destinatari della comunicazione sono diversi. Tale mescolanza è all’origine sia della nebulosità e delle incomprensioni che caratterizzano il lavoro dell’INVALSI, sia delle resistenze opposte all’introduzione di procedimenti atti a premiare il merito.
4)     Nella cabina di regia e nelle commissioni che hanno elaborato i nuovi regolamenti e le indicazioni nazionali la presenza degli universitari è preponderante.
** Le scuole non sono più satellitari alle università, esse sono assimilabili agli ospedali in cui le équipe di medici cooperano per la salute dei malati. Di conseguenza il lavoro delle commissioni sarebbe dovuto essere finalizzato all’elaborazione delle competenze generali, da elencare meticolosamente, necessarie ai giovani per interagire positivamente con l’ambiente socio-economico-culturale del 2020.
5)     Il DDL n° 953 sul governo delle istituzioni scolastiche, nella sua ultima versione, sopprime il Collegio dei docenti e i consigli di classe.
** Si tratta dell’applicazione del principio: “Se non sai risolvere un problema .. rimuovilo”. In questo caso sarebbe stato opportuno avvalersi della dottrina degli universitari, portatori delle scienze dell’organizzazione, per individuare e rimuovere le cause della paralisi che caratterizza la gestione scolastica. [Per approfondire si vedano in rete - “La funzione dirigenziale: chiave di volta del servizio scolastico”; “I mali della scuola: i piani alti calpestano le regole e privilegiano il pensiero libero”]

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