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Sulle prove INVALSI - di Daniela Notarbartolo

Le prove INVALSI sono come un metro della sarta, come il Grand Kilo depositato a Parigi: servono a prendere le misure, visto che "il pezzo di carta" (o titolo di studio) non dice più nulla di credibile (su questo credo ci sia diffuso consenso). Mi viene da dire telegraficamente agli oppositori delle prove INVALSI che
- se temono che Dante non sia misurabile (come dice la Mastrocola): è vero, infatti Invalsi misura un angolo (comprensione) di un pezzo (padronanza) di una parte (italiano) di un tutto (scuola)
- se temono di essere valutati loro come insegnanti: non è possibile, non c'è un nesso causale diretto fra insegnamento e apprendimento, e oltre tutto non si conosce il livello di partenza degli studenti
- se temono di doversi confrontare con la media nazionale: è giusto, perché i loro stipendi vengono dalle tasse dei cittadini che vogliono sapere se l'8 che il figlio prende a scuola è un vero 8 oppure un 6/7 o un 9 a prescindere dalla zona geografica.
Anche questa è Unità d'Italia !

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5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

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