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Sapete che nei licei finlandesi predomina la lezione frontale? – di Luigi Gaudio

La lettura del testo Tre anni dopo: Paul Robert rivisita le scuole finlandesi  sul sito dell'ADI (Associazione Docenti Italiani) è molto interessante, perché l'autore Paul Robert è costretto ad ammettere che la Finlandia, la terra dell'insegnante "vicino agli allievi piuttosto che dietro la cattedra" (ma questo vale per la primaria) in realtà, quando si tratta di indirizzare gli studenti agli studi superiori, tra lezioni frontali e monologhi dei professori, è molto tradizionale.

Certo, vi  è un forte accento sulla responsabilità dello studente, che è molto spiccata in una struttura scolastica liceale quasi pre-universitaria, in cui gli studenti scelgono il loro piano di studi, ma proprio per questo torna in vigore la lezione frontale, poiché, checché ne dicano i pedagogisti e i sociologi, in certi contesti essa continua ad vere un suo valore insostituibile.
Inoltre, il liceo finlandese non ha risolto il problema del costo dell'istruzione e dell'anticipazione del percorso scolastico, poiché, se da un lato, teoricamente, gli alunni più bravi potrebbero, superando tutti gli esami dei singoli corsi, completare il percorso liceale in due soli anni invece dei tre standard, in realtà molti di essi ci impiegano quattro anni, e anche di più, poiché non sempre in grado di gestire con maturità la responsabilità loro affidata (fuori-corso al liceo).
In definitiva, non è poi così vetusto e anacronistico il nostro modello di liceo gentiliano, magari un po' selettivo e borghese, ma forse troppo sbrigativamente sostituito dai licei "light" meno impegnativi, sovraccarichi di alunni difesi a oltranza dai genitori (vedi il caso del Parini), mentre in Finlandia il liceo continua ad essere per una minoranza rispetto alla maggioranza degli alunni presenti nei percorsi professionalizzanti.
Luigi Gaudio

Commenti

  1. Bah, vai a scuola in germania o finlandia o norvegia o dove volete, e vi accorgerete che è tutto molto diverso, e non puoi così semplicisticamente paragonare una lezione frontale italiana a quella tedesca/finlandese che sia.

    Mi sono fatto 6 mesi di liceo in Germania, e mi sono reso conto che in Italia la lezione frontale consiste in un professore che parla per ore e ore da solo sentendosi superiore a tutti gli alunni, mentre in Germania è importante che tutti intervengano spesso e il professore è alla pari degli studenti.

    Un professore tedesco ti considera un adulto come lui, e ti da fiducia e responsabilità; qui anche a 19 anni veniamo considerati dei bambocci irresponsabili.

    Prima di comparare il modello italiano ad un altro, dovete prima provare l'altro.
    Qui la lezione frontale è molto più schifosa che nel resto d'Europa.

    Poi è chiaro che è necessaria anche la lezione frontale, che non bastano dibattiti e lezioni attive, ma ripeto, lì anche le lezioni frontali sono diverse..

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  2. *scusate ma nella prima frase ho fatto un casino perchè ero partito mettendo tutto al plurale ("andate a scuola in germania...."), e poi ho messo al singolare "vai", dimenticandomi del resto per la fretta ;)

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  3. Ritengo il contributo di Leolas davvero interessante e condivisibile. Il problema della qualità dell'insegnamento è un problema scottante. Io, dal mio canto, cerco di fare lezione nel modo più aperto possibile. Le mie lezioni frontali, chiamiamole così, sono in questa pagina web, http://www.gaudio.org/lezioni/index.htm , pertanto si possono ascoltare, e sono la testimonianza che qualcuno, anche in Italia, ce la mette tutta per rendere le lezioni davvero condivise.

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