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Punizioni: esemplari o umilianti? - di Cristina Rocchetto

Dalle parti in cui vivo qualche giorno fa impazzava una notizia: il preside di una scuola superiore ha dato una punizione molto discussa ad uno studente sorpreso in bagno con una sigaretta in mano: per una settimana, lo studente in questione è obbligato a pulire il bagno scolastico; d’ora in poi, nella scuola si avverte, chi sarà sorpreso a fumare dovrà anche pagare una multa di 35 euro ed avere qualche giorno di sospensione. La punizione ha diviso il mondo locale in due gruppi definiti: chi la considera esemplare e chi invece la considera umiliante per il ragazzo. Umiliante per il ragazzo??? Ma, scusate, dopo aver letto per anni nelle scuole e nei luoghi pubblici il cartello “Vietato Fumare” ed aver avuto anni di opportunità per riflettere sulla civiltà del perché di questo divieto, perché mai dovrebbe essere una umiliazione per un minore mantenere per qualche giorno la pulizia in un ambiente che non si è preoccupato di rispettare? L’episodio me ne ricorda un altro. Un annetto fa un gruppetto di ragazzini dai 6 agli 11 anni, maschietti e femminucce, non sapendo che fare ha deciso di compiere quest’eroica impresa: annegare due cuccioli di cane nel torrentello e vandalizzare il parco giochi loro destinato, alcune sculture all’interno della chiesetta da tutti frequentata almeno la domenica e qualcosa dell’edificio del Comune. Qui, però, le telecamere avevano ripreso i loro volti e le loro azioni, consentendo al sindaco del luogo di fare una puntata alla scuolina elementare del luogo il giorno dopo con la lista dei nomi dei bimbi coinvolti. Il gruppetto ricostituitosi fu accompagnato dal sindaco e da qualche altro rappresentante in giro per il paesello a riguardare con altri occhi l’effetto delle azioni combinate al cospetto di qualche residente e di pochissimi genitori. I genitori non erano stati avvertiti: il sindaco aveva pensato di agire direttamente richiamando direttamente i bambini in quanto responsabili dei danni. Non so se i danni sono stati pagati dalle famiglie; ma so che qualche famiglia si è lamentata dell’iniziativa del sindaco, affermando che il proprio figlio ne era rimasto, poverino, spaventato … Io mi chiedo cosa succederà ai nostri ragazzi domani se non la smettiamo di proteggerli dalle naturali conseguenze delle loro azioni oggi… Mi ricordo di un altro episodio accaduto a Firenze qualche anno fa: non ricordo esattamente la causa di questo commento, penso si trattasse di un tentativo di violenza di gruppo a danno di una minorenne; il commento di un signore della “Firenze bene”, fu l’ingenuamente spontanea affermazione: “Ciò che sconvolge di più è che si tratta dei nostri ragazzi”… Perché, mi scusi, tanta sorpresa? Chi o cosa ha dato garanzie a certe famiglie di essere le uniche ad avere angeli a casa? I voti scolastici? La frequenza di certe scuole d’élite? Un ennesimo ricordo: a Francoforte una giovane donna mi raccontò un episodio personale. Da ragazza, anche lei era stata coinvolta in un’azione di gruppo a danno di una compagna: penso le avessero nascosto, o stracciato o buttato un libro. Una cosa apparentemente da poco. Ma il preside della scuola sospese il gruppetto colpevole dalle lezioni e non solo: lo obbligò anche a lavare i corridoi e le scale della scuola per qualche giorno. La giovane donna si ricordava ancora del senso di vergogna provata ad essere vista ed identificata da chiunque della scuola come partecipante all’azione; ormai anche lei impegnata socialmente, non mi ha parlato male del suo antico preside: anzi, ha affermato di considerare quella punizione un evento importante della sua adolescenza proprio per quell’effetto bruciante del suo ricordo, che le ha impedito in seguito di esporsi a simili situazioni nuovamente… Ebbene, non è meglio che i ragazzi provino una piccola vergogna avente valore pedagogico oggi, come conseguenza della loro azione, anziché proseguire indisturbati sulla strada della trasgressione, felici e contenti di sapere i propri genitori capaci di difenderli a spada tratta di fronte ad ogni minimo accenno di punizione da parte del mondo esterno? Ma quale può essere il ruolo educativo delle istituzioni, se noi genitori non ne riconosciamo il valore e la necessità? Avere figli felici non vuol dire aver figli che proseguano viziati ed impuniti alla volta della maturità. Personalmente, mi auguro che mio figlio frequenti scuole dirette da simili presidi capaci di applicare la stessa legge per tutti….A proposito: visto che i giornali locali non la smettevano di nominare il rischio di soffrire un’ingiustamente pesante umiliazione da parte del ragazzo fumatore, il preside lo ha affiancato nella pulizia del bagno. Una domanda: davvero pulire il gabinetto è un’umiliazione? Ma come giudicano questi signori le casalinghe, le donne che, pur lavorando fuori casa, puliscono ancora i bagni a casa loro, le colf o tutti coloro che si occupano di questo tipo di igiene? E’ così che si ringrazia questi gruppi sociali: insegnando ai ragazzi che potrebbe essere traumatico per la loro psiche l’essersi ritrovati a pulire qualche gabinetto, dopo avere sporcato l’aria di tutti? Francamente, io considererei educativo per ogni ragazzo far rientrare nel percorso scolastico anche questo genere di compiti da coprire a rotazione, come modo concreto del proprio sentirsi inserito, ossia parte integrante, di un ambiente, quello scolastico, che non dovrebbe essere mantenuto pulito dal solo lavoro dei bidelli o delle imprese di pulizia, ma dal contributo e dalla responsabilità personale di ciascuno. E reputo sfortunato il ragazzo che proviene da famiglie che non insegnano mai “immersione” nella socialità, ma solo e sempre “emersione” come segno di privilegio sociale…. La vita è fatta di entrambi i movimenti, direbbero, dalla sua stupenda armonia, le balene… Cristina Rocchetto www.webgiornale.de

Commenti

  1. Questo articolo è stato inserito in una circolare interna di una scuola superiore lombarda. Ringraziamo da questa piattaforma del tacito riconoscimento e del apprezzamento!
    Cristina Rocchetto

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