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Il Ministero dell’Istruzione “risparmia” sulla posta elettronica - di Gennaro Capodanno

Oramai non sanno più cosa tagliare e così dopo i fondi, le supplenze, il personale in generale, anche la posta elettronica subisce uno “sfoltimento”.
Si tratta del servizio sino ad oggi fornito ai docenti dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca per incoraggiare l’uso della posta elettronica, per scambiare informazioni, per migliorare le comunicazioni e per rendere più efficaci ed efficienti i processi di lavoro. Ebbene con un messaggio inviato agli interessati in questi giorni il Ministero ha comunicato la decisione di disattivare dal prossimo 28 febbraio 2011 le caselle di posta elettronica, che risulteranno non utilizzate dal 1 aprile 2010, al fine di “ottimizzare l’impiego delle risorse finanziarie”. Non viene precisato né quali vantaggi porterebbe tale ottimizzazione in termini economici, né perché la scelta sia caduta sulla data del 1 aprile 2010 ( che si tratti di un pesce d’aprile posticipato? ), né in cosa consisterebbe la non utilizzazione, dal momento che già la ricezione della posta elettronica costituisce di per sé un valido utilizzo di questo strumento informatico. Un solo fatto è certo: oramai nella scuola si naviga sempre più a vista e, tra tagli e sforbiciate, diventa sempre più difficile tenere questo fondamentale servizio pubblico al passo con i tempi, anche attraverso un’implementazione delle nuove tecnologie. Vuoi vedere che di qui a poco per scambiarsi informazioni e messaggi i docenti italiani si dovranno dotare di tavolette di pietra e scalpellino?

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