Passa ai contenuti principali

Cosa c’entra Gardner con Don Giussani? - di Luigi Gaudio

Mi ha colpito la singolare convergenza intellettuale di due persone che appaiono tra loro, per il resto, indubbiamente diverse, per non dire in contrasto, su molti altri aspetti.
Eppure, è possibile rileggere il senso religioso con le parole di Gardner e le intelligenze multiple con le parole di Don Giussani, come dimostrerò qui sotto.

IL SENSO RELIGIOSO CON LE PAROLE DI GARDNER
Riguardo le questioni fondamentali della vita, quelle che per Don Giussani costituiscono il substrato profondo di ogni uomo, dice Gardner nel corso di una intervista rilasciata a John Brockman:
“Ci sono domande a cui ogni essere umano è interessato fin dalla tenera età. Sono domande che i bambini fanno continuamente: "Chi sono, da dove vengo, di che cosa è fatto questo, che cosa mi capiterà, perché la gente fa la guerra, perché c'è l'odio? Esiste un potere superiore?" Domande di questo tipo, anche se i bambini di solito non le fanno con queste parole, sono presenti nei loro giochi, nelle loro storie, nelle favole che amano farsi raccontare.
Queste sono anche le domande che storicamente si sono poste la religione, la filosofia e la scienza. Ora se è importante per le persone porsi queste domande e ricorrere alla propria personale esperienza per darvi risposta, sarebbe però folle pensare che non si debba fare tesoro delle risposte che nel corso dei secoli altri hanno tentato di dare a quelle stesse domande.”
Don Giussani ne “Il senso religioso”, afferma che queste stesse domande, espresse magistralmente da Leopardi nella sua opera poetica, caratterizzano l’esistenza umana.
Una vulgata delle teorie di Gardner è che tutto quello che si fa, è comunque utile, perché concerne una o l’altra delle intelligenze multiple, di cui lui parla nei suoi testi. La centratura sulle domande essenziali dell’uomo, focalizza invece l’attenzione su ciò che è essenziale, poiché non ha senso fare scuola se non per soddisfare ad una domanda profonda che l’uomo ha dentro di sé, altrimenti è inutile. E questo non sono io a dirlo, ma Gardner, in quella stessa intervista, quando dice che “le discipline dovrebbero essere viste come il migliore strumento per dare risposte a quelle domande alle quali sono interessati gli esseri umani.”
Mi chiedo se abbiamo sempre questa preoccupazione, quando andiamo in classe a insegnare.
Mi chiedo se siamo in grado, o se abbiamo ancora la volontà, di arrivare a questo livello.
A cosa serve imbottire i nostri alunni di nozioni, costringerli a memorizzare quantità notevoli di informazioni, quando, come dice Gardner, "E' improvvisamente diventato irrilevante  che la gente memorizzi molte cose. Perché questo lo possono fare i computer e altri  strumenti. Quando dico che bisogna capire la disciplina per poter affrontare le domande fondamentali, voglio dire che abbiamo bisogno di allenare i modi di pensare".
Per leggere il testo integrale dell’intervista a Gardner, occorre andare sul sito dell’ADI (Associazione Docenti Italiani) qui sotto: http://ospitiweb.indire.it/adi/Saperi/Gardner.htm

LE INTELLIGENZE MULTIPLE CON LE PAROLE DI DON GIUSSANI
C'è un modo miope e riduttivo di pensare, che immagina possa esserci un solo metodo per leggere la realtà, valido per tutti gli ambiti, in tutte le occasioni. Ad esempio, molti sostengono che il metodo logico-matematico sia applicabile sempre. Invece Gardner e Giussani, in questo, era arrivati a una comune conclusione: non c'è un solo metodo, non c'è una sola intelligenza che si mette in gioco nell'affronto della realtà. L'applicazione di un criterio, buono per un oggetto, ad un oggetto completamente diverso rappresenta una forzatura che porta a fraintendimenti e ottusità. Il metodo è dettato dall'oggetto, non può essere definito a priori, come afferma Don Giussani nella prima premessa al senso religioso (il realismo). Ci sono persone geniali per l'intelligenza logica o linguistica, altre, invece, per l'intelligenza interpersonale. Si possono quindi acquisire certezze matematiche con il metodo matematico, ma ci sono altri tipi di certezze che per essere acquisite hanno bisogno di un approccio diverso, il metodo della certezza morale.

Commenti

  1. Sono proprio contenta che qualcun' altro abbia avuto la mia stessa impressione nel conoscere Gardner.
    Nel 2001 ho avuto modo di leggere la conferenza di Tokio e mi aveva colpito la grande affinità con il "Rischio educativo" sul quale si stava lavorando.
    Continuiamo questo lavoro, secondo me ci può aiutare nel nostro lavorodi educatori
    Rita Bigelli (Dir.Scol.)

    RispondiElimina
  2. Come aiutare gli insegnanti, che pensano solo a riempire di nozioni gli studenti, a comprendere quanto detto sopra?

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015

Da oggi fino alla prova preselettiva sulla seguente pagina facebook un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015 (bando previsto entro fine marzo, secondo il decreto Milleproroghe), ogni giorno alle ore 9.  La soluzione verrà pubblicata almeno un giorno dopo. https://www.facebook.com/nuovoconcorsodirigentiscolastici

Elogio di Galileo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto X - ottave 42-37 Elogio di Galileo
42 Tempo verrà che senza impedimento queste sue note ancor fien note e chiare, mercé d'un ammirabile stromento per cui ciò ch'è lontan vicino appare e, con un occhio chiuso e l'altro intento specolando ciascun l'orbe lunare, scorciar potrà lunghissimi intervalli per un picciol cannone e duo cristalli. - Impedimento: ostacolo;  - note: caratteristiche;   note: conosciute e comprensibili: paronomasia;    mercé: grazie a;    - intento: attento;  - specolando: osservando;  - scorciar: abbreviare; 43 Del telescopio, a questa etate ignoto, per te fia, Galileo, l'opra composta, l'opra ch'al senso altrui, benché remoto, fatto molto maggior l'oggetto accosta. Tu, solo osservator d'ogni suo moto e di qualunque ha in lei parte nascosta, potrai, senza che vel nulla ne chiuda, novello Endimion, mirarla ignuda. - per te: per opera tua;  - fia l’opra comp…

Sciatteria nelle nomine delle commissioni esami di stato - di Paolo Marsich

Per dare un’idea della serietà con cui i burocrati del Ministero dell’Istruzione gestiscono l’Esame di Stato (ex Maturità), basterebbe considerare questi esempi di come sono state composte le commissioni: a esaminare in Storia studenti di indirizzi liceali e tecnici in cui la materia viene insegnata dal docente di Italiano (classe di concorso A050), sono stati mandati docenti di Italiano e Latino (classe A051) che, per quanto in possesso di abilitazione anche all’insegnamento di Storia, ottenuta magari trent’anni fa, Storia al triennio non l’hanno mai insegnata; viceversa a esaminare in Italiano e Latino studenti del Liceo Scientifico sono stati mandati insegnanti privi di abilitazione in Latino (classe A050). E ancora, a esaminare in Letteratura italiana studenti dei licei classici sono stati mandati insegnanti di Greco e Latino (classe A052) che, per quanto in possesso di abilitazione anche in Italiano, ottenuta anche questa magari trent’anni fa, Letteratura italiana al triennio no…