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Tasse e servizi - di Francesco Lena

Pagare le tasse è un dovere per tutti i cittadini, è anche un bel modo civile per avere dei servizi. Come dovremmo sapere tutti le tasse che i cittadini pagano, servono per avere tanti servizi e possibilmente ben funzionanti ed efficienti. A livello locale, scuole, asili nido, manutenzione delle strade, acquedotti, fognature, centri sociali per anziani, case di riposo e molti altri servizi. A livello nazionale, esercito militare, forze per la pubblica sicurezza, servizio sanitario nazionale, istruzione e formazione, università, trasporti, infrastrutture sul territorio nazionale, protezione civile, ambiente, salute e tantissimi altri servizi. Se tutti pagassero il dovuto, si pagherebbe di meno tutti e si avrebbero più risorse per avere servizi migliori. Cari giornalisti e mezzi d'informazione vi chiedo, fate più informazione, formazione, con più trasparenza e obiettività. Vi chiedo anche perché non dite che chi evade il fisco, chi porta i soldi all’estero, quelli che fanno il lavoro nero…
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Scegliere la vita - di Laura Alberico

" Alla base dell'assunzione delle droghe, di tutte le droghe, c'è da considerare se la vita offre un margine di senso sufficiente per giustificare tutta la fatica che si fa per vivere. Se questo senso non si da', se non c'è neppure la prospettiva di poterlo reperire, se i giorni si succedono solo per distribuire insensatezza e dosi massicce di insignificanza allora si va alla ricerca di qualche anestetico capace di renderci insensibili alla vita".  (U. Galimberti)
Questa calda estate ha spento il sorriso di alcuni giovanissimi, brucia il ricordo sull'esile filo della loro vita. Ragazzi normali a cui istinto e curiosità del proibito hanno teso la trappola di una muta violenza, alfabeto sconosciuto e crudele che detta le proprie leggi e con esse scava dolore e impotenza nel cuore di chi resta. La droga che uccide inaridisce i sentimenti, il desiderio della vita e il senso del futuro. La violenza non è solo un'arma contro i simili, e' il filtro della …

Il clima questo sconosciuto - di Laura Alberico

Il caldo torrido di questi giorni ripropone una problematica conosciuta da molti ma sicuramente poco considerata come se l'ambiente fisico fosse solo uno scenario e un asettico contenitore delle vicende che riguardano l'intera collettività. Tuttavia una conoscenza più approfondita che riguarda la storia della specie umana ci suggerisce come il clima, dalle origini della vita fino al secolo scorso abbia subito cambiamenti radicali  che hanno influenzato l'adattamento e la sopravvivenza di intere popolazioni. Il mondo fisico, biologico e le comunità umane non sono compartimenti stagni ma interagiscono sempre influenzando gli equilibri reciproci e gli scambi energetici sui quali poggia l'intero sistema. Il periodo storico che stiamo attraversando, la tropicalizzazione con i fenomeni climatici, anche estremi, ai quali stiamo assistendo impongono a tutti una seria riflessione e una maggiore coscienza e conoscenza ambientale che possa aiutarci a valutare azioni, comportamen…

16 Il tempo ciclico come figura del movimento (ultimo su Platone).

Alla fine del post precedente ho ricordato l'ultima fase della lunga esperienza di vita di Platone, nato in una città che si era deliziata del mito del suo passato eroico (la vittoria contro i Persiani), che aveva abusato della sua egemonia sui suoi alleati, che si era lasciata prendere dall'idea di superpotenza, che era quindi caduta vittima di lotte intestine da cui non si era mai più del tutto rialzata e che ormai presagiva la fine del piccolo universo tutto greco di cui era stata parte tanto attiva e determinante. Con questo ultimo post vorrei concludere la mia serie raccontando come Platone ha voluto donare al destino transeunte delle cose del mondo la sua ultima grandiosa immagine racchiudendolo entro una cornice di corrispondenze segrete e restituendogli la bellezza delle amate proporzioni perfette.


Teniamo presente la seguente premessa e riserva nell'affrontare il tema affascinante di questo post: in più parti della Repubblica, Platone aveva fatto un'asprissim…

15. Il tempo storico e l'inevitabilità del deterioramento

«Posto che, pare, esistono tre piaceri, uno legittimo e due spuri, il tiranno, dopo aver violato il confine di quelli spuri ed essere fuggito dalla legge e dalla ragione, convive con piaceri servili che gli fanno da guardie del corpo» Libro IX, Repubblica Con questo post vorrei rilevare alcune somiglianze e differenze tra i tre Dialoghi politici di Platone prima di inserirli nella prospettiva più vasta che per il loro tema comune (l'inevitabile deterioramento di tutte le forme di governo storiche) Platone gradualmente concepì. Tale sarà l'argomento del mio post finale, rispetto al quale questo rappresenta una dovuta premessa.
Abbiamo detto che Platone sembra mostrare, dopo aver scritto la Repubblica, un interesse più rivolto verso i problemi concreti. Ho quindi proposto di leggere i tre Dialoghi più teoretici (Parmenide, Teeteto e Sofista) intanto come testi didattici scritti (anche) per mostrare come deve essere educato il Filosofo - figura alla quale poi Platone non ha mai …

14. La Città ideale come felice luogo di realizzazione dei suoi cittadini (Repubblica)

In questa mia panoramica dell'opera e del pensiero di Platone sono partita da una chiave di lettura letteralmente piuttosto "terra terra", cercando di mantenere fermo un presupposto più semplice ed alla nostra portata: vedere questo autore innanzi tutto come un uomo che cercò, in un mondo privato di appigli più tradizionali ai quali ancora il suo maestro Socrate in parte era legato, nuovi fondamenti su cui basare il comportamento morale dell'individuo che gli restituissero un senso di appartenenza alla sua comunità ed alla realtà circostante in generale. Questa prospettiva non è innovativa e, soprattutto, non è esaustiva, poiché all'interno delle linee generali che suggerisce rimangono più che aperti altri temi, prospettive di analisi, problemi di esegesi, di interpretazione, di evoluzione del pensiero e di una sistemazione cronologica di ogni singolo testo rispetto agli altri. Ciò nonostante, il tema della felicità umana a molti sembra essere un elemento di fon…

13. I Dialoghi teoretici: frutto di una segreta disillusione o rimando a qualcos'altro? (2)

Siamo quindi giunti ad una fase tarda della vita di Platone. Da decenni, dicevamo nel post precedente, ha aperto l'Accademia, che attrae ormai menti brillanti da tante parti del mondo greco: alcuni giovani studiosi vi entravano per motivi di formazione e vi si trattevano poco tempo; altri vi rimanevano per anni, diventando a loro volta maestri delle varie discipline scientifiche, matematiche e logico-dialettiche che vi si insegnavano/praticavano/sperimentavano tramite il confronto. Nell'Accademia non vige alcun rapporto di sudditanza intellettuale, ciascuno è invitato e stimolato a dire la sua: gli stessi punti di vista del fondatore sono quindi oggetto di discussione, critico esame, obiezione. Forse Platone è stanco, soprattutto dopo il suo ultimo tentativo a Siracusa; forse invece no: i critici ne hanno un'immagine totalmente diversa a seconda di come lo leggono. In ogni caso, sta invecchiando: immaginiamocelo 60 anni; ne vivrà altri venti e continuerà a scrivere. Compon…